domenica - 16 Giugno - 2024

A 92 anni evade dalla Rsa: fuga da film col trucco dei cuscini

A 92 anni, l’anziano considera la propria casa come la propria vita. Ogni altro luogo, per lui, sembrava come un vuoto, simile a una insopportabile prigione. Guidato dalla nostalgia dei famigliari e della giovinezza, in un attimo di lucidità, un anziano ospite della casa di riposo Cesare Benedetti di Mori, in Trentino, ha attuato un coraggioso piano di fuga. Questa decisione rischiava di mettere la sua vita in pericolo e per ore ha mobilitato il personale della Rsa e le forze dell’ordine della Vallagarina.

L’anziano, determinato a riconquistare quella che per lui rappresentava la libertà perduta, ha fatto scattare l’allarme della casa di riposo una sera. Quando l’infermiere è corso nella sua stanza, l’uomo si è scusato con un sorriso, dicendo: “Non ho sonno, vorrei scendere per guardare la TV”. Ma poco prima di mezzanotte, nonostante il televisore fosse acceso, l’anziano era scomparso. Il dipendente di turno ha controllato la sua camera, dove tutto sembrava in ordine. Sotto le lenzuola del letto, c’era la sagoma di una persona.

L’anziano, da tempo sottoposto a costante sorveglianza per la sua sicurezza, aveva realizzato il sogno di un’evasione da film. Ha imbottito il letto con i cuscini per ingannare il personale e ha raggiunto il muro di cinta della struttura. Nonostante i suoi tentativi disperati di scavalcarlo fossero stati vani, le telecamere di sorveglianza hanno ripreso i dieci minuti di acrobazie dell’anziano, che sognava di tornare a dormire nel suo letto.

Invece, è riuscito a fuggire infilandosi sotto la recinzione del giardino della casa di riposo, raggiungendo il parco comunale confinante. Lì, ha scoperto di avere la forza e la memoria che tutti pensavano avesse perso. Nel buio, a piedi, ha percorso oltre dieci chilometri, fino a raggiungere la casa natale, dentro cui si è barricato.

Nel frattempo, la Rsa era già in allarme e le ricerche erano scattate: il trucco della sagoma nel letto era stato scoperto e il personale stava visionando i video di sicurezza. Una volta scoperta la fuga, l’obiettivo era trovare l’anziano. I carabinieri, su indicazione degli infermieri a cui l’uomo confidava ogni giorno di “morire per la nostalgia di casa”, hanno raggiunto la sua residenza a Trambileno. Ma il novantaduenne, barricato all’interno, deciso a non rientrare nella Rsa, minacciava di ferirsi con una sega elettrica.

È stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno forzato una finestra, per prevenire una tragedia. “Il modello delle case di riposo — dice il presidente della Rsa, Gianmaria Gazzi — va ripensato a livello nazionale. Il profilo degli anziani è cambiato, gli ospiti spesso non entrano più per libera scelta, o nel pieno delle facoltà mentali. Anche le necessità di assistenza sono mutate, demenza e difficoltà cognitive si moltiplicano, l’emergenza personale esplode. Imporre la Rsa a chi conserva momenti di lucidità è un problema su cui va aperta una riflessione collettiva”.

Nella primavera dello stesso anno, un altro anziano, logorato dalla nostalgia di casa, era fuggito dalla stessa struttura: è stato trovato alla fine di maggio, annegato nell’Adige. Questi tragici eventi sottolineano l’importanza di un’ampia riflessione sul modello delle case di riposo e sulle esigenze individuali degli anziani.

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