martedì - 10 Febbraio - 2026

Andrea Sempio desiderava Chiara Poggi. I video privati, un disegno inquietante e una frase da brividi

Un nuovo tassello si aggiunge al complesso mosaico dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. A distanza di anni, la Procura di Pavia continua a indagare, concentrando l’attenzione su una figura che torna ciclicamente al centro delle cronache: Andrea Sempio, 41 anni, amico del fratello della vittima.

Il ritratto che si sta delineando oggi è quello di un profilo psicologico fragile, dominato da pensieri ossessivi e comportamenti ripetitivi, che secondo gli inquirenti merita un nuovo approfondimento. Un dato che potrebbe avere un peso importante nel riesame dell’intero impianto investigativo.

Il ritorno dei sospetti

A riaccendere i riflettori su di lui sono stati una serie di elementi inquietanti, a partire da alcuni appunti manoscritti rinvenuti nel cestino della sua abitazione. Frasi come “ho fatto cose talmente brutte che nessuno può immaginare” hanno insospettito gli inquirenti, che li ritengono degni di attenzione. Non si tratta di semplici pensieri sparsi, ma di scritti che suggeriscono un travaglio interiore profondo.

A questi si aggiungono post criptici sui social, pubblicati da Sempio in date particolarmente simboliche: il 17 dicembre 2014, giorno della condanna bis di Alberto Stasi, compare un disegno con la frase “L’essenziale è invisibile agli occhi… non dimenticare il mio segreto”. Un anno dopo, nel giorno della sentenza definitiva della Cassazione, un’immagine ancora più disturbante: quella di un sacrificio animale.

Un’ossessione mai spenta

Secondo le autorità, Sempio avrebbe manifestato un interesse duraturo e crescente per il caso Garlasco. Un interesse che sembra andare oltre la semplice curiosità. Anche alcune ricerche online su carcere e detenzione, effettuate quando il suo nome è stato reso pubblico, fanno parte del materiale agli atti.

L’attuale indagine — coordinata dai pm Mario Venditti e Nicola Napoleone — punta a comprendere se questo coinvolgimento sia rimasto emotivo o si sia trasformato in qualcosa di più profondo e potenzialmente pericoloso.

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