Demenza, un esame del sangue la prevede 25 anni prima dei sintomi: ecco quale

La demenza è una delle malattie neurodegenerative che più preoccupano con l’avanzare dell’età. Tra queste, il morbo di Alzheimer rappresenta la forma più diffusa e colpisce milioni di persone in tutto il mondo.

Uno dei problemi principali di queste patologie è che spesso i sintomi compaiono quando il processo degenerativo è già iniziato da molti anni.

Per questo motivo la ricerca scientifica sta cercando nuovi strumenti che permettano di individuare i segnali della malattia molto prima della comparsa dei primi disturbi cognitivi.

Negli ultimi anni l’attenzione degli scienziati si è concentrata su alcuni biomarcatori presenti nel sangue, cioè sostanze che possono indicare la presenza di processi biologici legati alla malattia.

Se questi indicatori potessero essere rilevati con largo anticipo, diventerebbe possibile identificare le persone più a rischio e intervenire prima che i sintomi diventino evidenti.

Proprio su questo tema si è concentrato un recente studio che ha analizzato il ruolo di una particolare proteina collegata ai primi cambiamenti associati all’Alzheimer.

Vediamo nella prossima pagina cosa hanno scoperto i ricercatori e quale esame del sangue potrebbe aiutare a individuare il rischio di demenza molti anni prima.

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