“Dentro c’è roba agghiacciante”. Garlasco, la scoperta choc nella chiavetta Usb di Chiara Poggi

Una nuova svolta nel caso di Chiara Poggi sta scuotendo ancora una volta l’opinione pubblica. Dopo quasi vent’anni dal delitto che ha segnato la comunità di Garlasco, emergono elementi finora trascurati, in grado di riaccendere il dibattito su uno dei casi più complessi della cronaca nera italiana.

Al centro dei riflettori c’è ora un file rinvenuto su una chiavetta USB trovata nella casa della vittima, un dettaglio che potrebbe aprire a nuovi scenari investigativi.

La Procura di Pavia ha recentemente riaperto le indagini, spinta dalla difesa di Andrea Sempio, attualmente l’unico indagato. Il suo avvocato, Massimo Lovati, ha puntato l’attenzione su elementi rimasti a lungo in ombra.

Tra questi, proprio quella chiavetta informatica, rimasta negli archivi per anni senza che le autorità le attribuissero particolare rilievo. Ora però, il suo contenuto e il contesto in cui è stata creata potrebbero fornire nuovi spunti.

Il legame tra Sempio e la famiglia Poggi, le incongruenze mai chiarite sul movente dell’omicidio e alcune tracce informatiche ignorate nelle prime fasi dell’inchiesta sono stati ripresi dall’attuale difesa. Lovati sostiene che la verità sia ancora lontana e che Chiara possa aver avuto informazioni che la mettevano in pericolo. Ma non solo: il nuovo materiale raccolto getta un’ombra inedita su tutto il caso.

Secondo questa ricostruzione alternativa, Alberto Stasi – già condannato in via definitiva – potrebbe non essere l’unico a conoscere ciò che accadde davvero quella mattina. Ma per capire cosa conteneva esattamente quel file, e perché la sua esistenza potrebbe riscrivere la storia dell’intero caso, vai nella seconda pagina.

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