martedì - 10 Febbraio - 2026

Ecco come ci fregano al supermercato: il trucco per farci spendere di più

Negli ultimi anni, fare la spesa è diventato un vero e proprio esercizio di attenzione. I prezzi sembrano salire ovunque, anche quando l’etichetta del prodotto resta identica. Ma cosa sta succedendo davvero? Sempre più consumatori segnalano la sensazione di pagare di più per avere meno, una percezione che ha un nome ben preciso nel mondo economico: shrinkflation.

Questo fenomeno, già noto da tempo, è tornato alla ribalta con più forza che mai. Si tratta di una strategia commerciale attraverso la quale le aziende mantengono invariato il prezzo di un prodotto, ma ne ridimensionano la quantità.

Un esempio? La pasta che continua a costare un euro, ma che non è più confezionata in pacchi da 500 grammi, bensì da 375 grammi. Lo stesso vale per tanti altri prodotti che troviamo ogni giorno sugli scaffali del supermercato.

Secondo l’avvocata Emanuela Bertucci dell’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), la shrinkflation si sta diffondendo in modo massiccio, tanto da toccare merendine, pacchetti di fazzoletti e numerosi altri generi di largo consumo. Il consumatore medio spesso non si accorge subito del cambiamento, proprio perché l’imballaggio resta simile, così come il prezzo. Ma dietro l’apparente normalità si nasconde una spesa più salata, a volte anche del 10% in più.

L’aumento generale dei costi, a cominciare da quello dell’energia, ha innescato un effetto domino su tutti i settori produttivi. Questo significa che, nei prossimi mesi, sarà sempre più difficile evitare un aumento della spesa, nonostante eventuali interventi di contenimento da parte del governo.

Ma esiste un’altra tecnica, più subdola della shrinkflation, che spinge i consumatori a pagare di più senza nemmeno rendersene conto. Ne parliamo nella seconda pagina.

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