
Anguillara Sabazia si è fermata nel giorno dell’ultimo saluto a Federica Torzullo. Un silenzio composto, carico di dolore, ha accompagnato i funerali della donna di 41 anni uccisa dal marito nella notte dell’8 gennaio, una tragedia che ha segnato in modo profondo l’intera comunità.
La chiesa Regina Pacis si è riempita lentamente già dal primo pomeriggio. Fiori, palloncini e volti segnati dalla commozione hanno raccontato meglio di qualsiasi parola quanto Federica fosse amata. Tra i presenti anche il figlio di 10 anni, oggi affidato ai nonni materni, a cui la verità non è stata nascosta: sa che la madre non c’è più e conosce il nome di chi gliel’ha portata via.
Amiche, colleghi, conoscenti hanno ricordato una donna riservata, solare, professionale. Chi lavorava con lei racconta una quotidianità fatta di normalità, progetti, sorrisi. Nessuno immaginava il dramma che si consumava lontano dagli sguardi degli altri.

Federica non parlava della sua vita privata. Era discreta, concentrata sul lavoro e sull’amore per suo figlio. Proprio questa riservatezza rende oggi ancora più doloroso il vuoto lasciato: una presenza luminosa che si è spenta senza che chi le stava accanto potesse intuire il peso che portava dentro.
Nel raccoglimento generale, l’omelia ha ricordato il suo sorriso come tratto distintivo, un’energia capace di lasciare il segno in chiunque l’abbia incontrata. Un sorriso che oggi diventa simbolo di una vita spezzata troppo presto e di una comunità che cerca risposte.
Nella prossima pagina emergono le parole più intime e strazianti: il messaggio della sorella e i ricordi pronunciati durante la cerimonia, che hanno trasformato il dolore privato in un abbraccio collettivo.

