Hai più di 60 anni? Attenzione a questi antinfiammatori: possono aumentare il rischio di infarto e ictus

Dopo i 60 anni, anche un farmaco preso “per abitudine” può meritare più attenzione. Molte persone hanno in casa compresse, bustine o gel contro dolori articolari, mal di schiena, cervicale, mal di testa o infiammazioni, e li usano senza pensarci troppo. Il problema è che alcuni antinfiammatori non sono innocui per tutti.

Con l’avanzare dell’età, infatti, il corpo cambia. I reni lavorano in modo diverso, la pressione può essere più instabile, le arterie possono essere meno elastiche e spesso sono già presenti fattori di rischio come colesterolo alto, ipertensione, diabete o problemi cardiaci. In questo contesto, assumere certi medicinali con troppa leggerezza può diventare rischioso.

Il punto non è creare panico né invitare le persone a sospendere farmaci da sole. Al contrario: chi prende medicine con regolarità deve sempre parlarne con il medico. Ma è importante sapere che alcuni farmaci molto comuni possono aumentare il rischio di infarto e ictus, soprattutto se usati a dosi alte o per periodi prolungati.

Molti li considerano rimedi banali, quasi automatici, perché si trovano facilmente e sono usati da anni. Ma proprio questa familiarità può portare a sottovalutare i possibili effetti sul cuore, sulla pressione e sulla circolazione.

Quali sono allora gli antinfiammatori che dopo i 60 anni richiedono più prudenza e quali alternative si possono valutare con il medico? Nella prossima pagina vedremo i farmaci da non usare con leggerezza, i rischi più importanti e cosa fare per proteggersi.

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