mercoledì - 19 Giugno - 2024

Matteo Messina Denaro è in coma irreversibile: i medici sospenderanno l’alimentazione

Il noto boss mafioso Matteo Messina Denaro si trova attualmente in uno stato di coma irreversibile. A quanto pare, il declino delle sue condizioni di salute è dovuto ad un tumore. Arrestato il 16 gennaio scorso, ora è ricoverato nel reparto detenuti dell’ospedale dell’Aquila. Si prevede che a breve i medici sospenderanno l’alimentazione.

L’arresto a gennaio

Diverse autorità, tra cui ministri dell’Interno, investigatori e magistrati, hanno perseguito per anni l’obiettivo di arrestare Matteo Messina Denaro. Quest’ultimo, noto come l’ultima “primula rossa” di Cosa Nostra, era latitante da quando Totò Riina venne arrestato trent’anni fa. Con il passare del tempo, le forze dell’ordine hanno gradualmente smantellato e sequestrato il suo vasto impero miliardario. Questo ha portato al crollo del mito del boss invisibile che, nonostante la sua latitanza, è diventato padre due volte.

La famiglia e quell’angolo di Sicilia dove pareva imprendibile

Si hanno dettagliate informazioni su una delle sue figlie, ma riguardo al secondo figlio, Francesco, si sa solo che è nato tra il 2004 e il 2005 nella provincia di Trapani, fra Castelvetrano e Partanna. Proprio in questo territorio, Denaro ha costruito la sua potenza sia economica che criminale. Nonostante fosse uno dei boss più ricercati al mondo, ha mantenuto una bassa visibilità, presentandosi come un playboy dall’immagine inconfondibile.

Dietro la sua immagine pubblica, circolavano molte leggende: dal grande seduttore al fanatico dei videogiochi, dall’appassionato di fumetti al consumatore di lusso, in particolare Porsche, Rolex d’oro e abbigliamento di marca. Era noto per il soprannome “Diabolik”, tratto da un fumetto e per il soprannome “‘U siccu”, che simboleggia una sorgente inesauribile.

Erede di Bernardo Provenzano

Denaro è stato visto come l’erede non solo di Bernardo Provenzano, ma anche di suo padre don Ciccio, un altro boss tradizionale morto da latitante nel 1998. Dopo la scomparsa di don Ciccio, Matteo era sparito da anni. Ha sempre evitato l’arresto, nonostante su di lui pesasse una grossa taglia. La sua famiglia non è stata risparmiata: molti dei suoi parenti sono stati arrestati e accusati di vari reati.

Denaro era braccato da numerosi mandati di cattura e condanne per vari crimini, tra cui l’associazione mafiosa, omicidi e attentati. Ha avuto un ruolo chiave in molti gravi atti criminali degli ultimi trent’anni, tra cui le stragi in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nonostante la sua famigerata reputazione, ci sono dubbi sulla sua capacità di unire Cosa Nostra dopo gli arresti di figure chiave come Riina e Provenzano.

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