Parkinson, i segnali arrivano prima del tremore: ansia, depressione e sonno agitato tra i primi campanelli d’allarme

Quando si parla di Parkinson, il primo pensiero va quasi sempre al tremore delle mani, alla rigidità muscolare e alla lentezza nei movimenti. Sono i segnali più conosciuti, quelli che spesso portano una persona a rivolgersi al medico e ad arrivare a una diagnosi. Eppure la malattia può iniziare molto prima, in modo più silenzioso.

Negli ultimi anni la ricerca ha mostrato che il Parkinson non riguarda soltanto il movimento. Prima dei sintomi motori possono comparire disturbi apparentemente lontani dalla neurologia, come ansia, depressione, problemi del sonno, perdita dell’olfatto o stitichezza persistente.

Il punto è delicato, perché ansia e depressione sono molto diffuse e, nella maggior parte dei casi, non hanno nulla a che vedere con il Parkinson. Per questo non bisogna creare allarmismi. Tuttavia, quando questi disturbi compaiono insieme ad altri segnali e persistono nel tempo, possono meritare una valutazione più attenta.

Nuovi dati italiani hanno acceso l’attenzione proprio su questo aspetto. Secondo uno studio a lungo termine, in alcuni casi ansia e depressione possono comparire anche diversi anni prima dei sintomi più evidenti della malattia. Non come semplice coincidenza, ma forse come parte di una fase iniziale ancora poco riconosciuta.

Ma quali sono i segnali che possono precedere il Parkinson? E perché il limite dei dieci anni è così importante per capire meglio questi sintomi? Nella prossima pagina vedremo cosa è emerso dallo studio, quali disturbi non motori osservare e quando è bene chiedere un controllo neurologico.

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