
Negli ultimi mesi si è parlato molto delle pensioni e degli effetti dell’inflazione sul potere d’acquisto. Il tema della rivalutazione è centrale, soprattutto in un periodo in cui i prezzi continuano a crescere e molti pensionati si chiedono se gli assegni aumenteranno davvero. La cornice normativa è già scritta, ma solo ora iniziano a emergere numeri più chiari.
Il nuovo anno porterà cambiamenti importanti. Le regole sono state fissate in anticipo, ma serviva l’ufficialità dei dati per capire quanto saliranno gli importi e chi beneficerà degli aumenti maggiori. Le istituzioni hanno iniziato a pubblicare i primi riferimenti ufficiali, e l’attenzione si è subito concentrata sulle pensioni più basse.
Il punto di partenza è il decreto interministeriale del 19 novembre 2025. Questo documento stabilisce la percentuale di variazione da applicare nel 2026. Il riferimento è fondamentale perché definisce la base dei calcoli per tutti gli assegni, dal trattamento minimo alle fasce più alte.

Il meccanismo della perequazione resta al centro del dibattito. Serve a proteggere gli assegni dall’aumento dei prezzi e a mantenere il valore reale delle pensioni nel tempo. Senza questo adeguamento, molti pensionati perderebbero una parte significativa del loro reddito.
Nella prossima pagina scoprirai gli aumenti previsti fascia per fascia, i nuovi importi del trattamento minimo e le percentuali di rivalutazione previste per il 2026. Se vuoi sapere di quanto aumenterà la tua pensione, vai nella seconda pagina.

