Questo è il miglior test da fare a casa per individuare le arterie ostruite

Il test domestico più citato per individuare un possibile problema di arterie ostruite è l’indice caviglia-braccio, conosciuto anche come ABI. È un controllo semplice che confronta la pressione misurata alle braccia con quella misurata alle caviglie.

L’idea è questa: se il sangue arriva con più difficoltà alle gambe, la pressione rilevata alla caviglia può risultare più bassa rispetto a quella del braccio. Questo può indicare una possibile arteriopatia periferica, cioè una riduzione del flusso sanguigno nelle arterie delle gambe.

Come fare il test a casa

Per eseguire il test serve un normale misuratore di pressione arteriosa, carta e penna. Prima di iniziare, bisogna restare sdraiati e tranquilli per alcuni minuti, così da evitare valori alterati da movimento o stress.

Si misura poi la pressione su entrambe le braccia e si annota il valore massimo della pressione sistolica, cioè il primo numero. Dopo, si misura la pressione a livello delle caviglie, prima da un lato e poi dall’altro, annotando anche qui i valori sistolici.

A questo punto si fa il calcolo: si prende il valore sistolico più alto della caviglia e lo si divide per il valore sistolico più alto del braccio. Il risultato è l’indice caviglia-braccio.

Come interpretare i valori

Un valore tra 1,0 e 1,4 viene generalmente considerato compatibile con una buona circolazione. Anche valori tra 0,9 e 1,0 possono essere accettabili, ma vanno comunque interpretati nel quadro generale.

Se il risultato è 0,8 o inferiore, potrebbe esserci una riduzione del flusso sanguigno e quindi una possibile presenza di placche che ostacolano la circolazione. In questo caso è importante rivolgersi al medico per approfondire.

Anche un valore superiore a 1,4 non va ignorato. Può indicare arterie troppo rigide o calcificate, una condizione che richiede comunque una valutazione professionale.

Perché il test riguarda le gambe

Le arterie delle gambe sono particolarmente esposte ai problemi di circolazione. Devono portare il sangue lontano dal cuore e risentono molto di sedentarietà, diabete, fumo, pressione alta, colesterolo e invecchiamento vascolare.

Quando arriva meno sangue alle gambe possono comparire crampi, dolore camminando, freddo agli arti, formicolii, debolezza, pelle più fragile o perdita di peli. In alcuni casi, però, il disturbo resta silenzioso per molto tempo.

Il problema è che chi ha arteriopatia periferica può avere anche un rischio più alto di infarto e ictus, perché la presenza di placche nelle gambe può essere il segnale di un processo aterosclerotico più generale.

I limiti del test

L’ABI è utile, ma non è perfetto. Può aiutare a individuare problemi importanti di circolazione, ma può non rilevare placche più piccole o situazioni iniziali. Per questo un risultato normale non deve diventare una scusa per ignorare altri fattori di rischio.

Se ci sono dolore al petto, fiato corto, forte stanchezza, familiarità per infarto, diabete, pressione alta, fumo o colesterolo elevato, bisogna comunque parlarne con il medico. In certi casi possono servire esami più specifici.

Inoltre, chi ha avuto trombosi venosa profonda, dolore severo alle gambe o problemi vascolari già noti non dovrebbe improvvisare controlli senza indicazione medica.

Cosa fare se il valore è alterato

Se il test suggerisce un problema, non bisogna farsi prendere dal panico, ma nemmeno ignorarlo. Il passo corretto è portare i valori al medico, che potrà valutare se servono ecodoppler, esami del sangue, visita cardiologica o altri accertamenti.

La prevenzione passa anche dallo stile di vita: smettere di fumare, camminare ogni giorno, controllare pressione, glicemia, colesterolo e peso può aiutare a proteggere le arterie.

In sintesi, l’indice caviglia-braccio è un test semplice che può dare un primo indizio sulla salute della circolazione. Non sostituisce il medico, ma può aiutare a capire quando è il momento di approfondire e non rimandare.

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