mercoledì - 19 Giugno - 2024

Treviso, intervento di 20 ore per un tumore all’intestino: salvato un 36enne. I medici: “Era senza futuro”

Un intervento di straordinaria complessità si è concluso con un trionfo, dando nuova speranza a un paziente precedentemente etichettato come “senza futuro”.

Questo paziente è stato sottoposto a un chirurgico tour de force di venti ore per rimuovere diversi tumori nel peritoneo, eseguire una resezione intestinale e fornire una chemioterapia loco-regionale potenziata dall’ipertermia. Ora, sei mesi dopo questa titanica operazione, il paziente, un uomo di 36 anni, è in buona salute con una prognosi positiva.

Intervento Record a Treviso, I Dettagli Dell’Operazione

La storia risale a marzo, ma è stata rivelata solo ora, l’11 settembre. Presso l’Istituto oncologico Veneto – Irccs di Castelfranco, Treviso, un uomo è stato ammesso in condizioni gravi. Presentava una vasta neoplasia al peritoneo che coinvolgeva diversi organi, una condizione spesso vista come oltre il soccorso della chirurgia. Ma l’équipe di Chirurgia oncologica delle vie digestive, guidata da Pierluigi Pilati, ha valutato meticolosamente il caso, optando per una chirurgia radicale.

Questo ha portato a un intervento eccezionalmente lungo e intricato, strutturato in due fasi. La prima fase, durata 14 ore e mezza, era focalizzata sull’eliminazione del vasto tumore e sulla resezione di varie sezioni dell’intestino. Dopo una pausa di due giorni, durante la quale il paziente è stato stabilizzato, la seconda fase ha preso avvio per ulteriori 5 ore e mezza, durante le quali è stata effettuata una chemioterapia a 42 gradi, nota come ipertermia. Oggi, 180 giorni dopo l’intervento, il paziente sta prosperando.

I Complimenti di Zaia

«Ennesima buona notizia per la sanità veneta e soprattutto per i malati oncologici. Mi complimento con tutto il personale sanitario e dirigenziale che con impegno e abnegazione ha permesso di poter compiere questo intervento. Il connubio vincente fra ricerca e applicazione medico-chirurgica permette allo Iov di essere stabilmente al top nelle classifiche tra le Ircss in Italia e tra i primi 130 istituti del settore a livello mondiale». Così ha esclamato Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto, rispondendo alla notizia. Ha poi aggiunto: «Ancora una volta abbiamo la conferma di una sanità veneta d’avanguardia. Negli anni lo Iov è diventato un riferimento a livello nazionale e mondiale non solo per la cura dei pazienti affetti da cancro ma anche per la ricerca e le applicazioni chirurgiche avanzate. Ciò è il risultato di decenni di impegno, ricerca e innovazione nell’ambito dell’oncologia da parte di professionisti dalle grandi capacità e dal forte background scientifico».

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