mercoledì - 24 Luglio - 2024

Trovato glifosato in 4 marche di pasta: sono tra le più amate dagli italiani!

Le recenti notizie sulla presenza di glifosato in alcune delle più famose marche di pasta italiane non sono da considerarsi semplici fake news. Questa informazione è stata confermata da uno studio condotto dalla rivista svizzera K-tipp, che ha pubblicato i risultati dopo aver effettuato esami dettagliati in laboratorio.

In totale, sono stati analizzati 18 pacchi di pasta, di cui 13 derivanti da agricoltura convenzionale e 5 da agricoltura biologica. Tra i vari marchi testati, quattro di essi, tutti italiani, presentavano tracce di glifosato.

Ma cos’è esattamente il glifosato? Perché lo ritroviamo negli alimenti e quanto può essere pericoloso per la nostra salute? E soprattutto, quali sono le marche di pasta italiane che ne contengono secondo lo studio svizzero?

Presenza di glifosato in 4 marche di pasta italiane molto popolari

Secondo quanto riferito dalla rivista svizzera K-tipp, che ha condotto un’analisi accurata, dieci dei tredici prodotti testati provenienti da agricoltura convenzionale presentavano residui di glifosato. È fondamentale sottolineare che le quantità rilevate non erano elevate e rimanevano entro i limiti di legge. Tuttavia, la presenza di tali sostanze resta comunque motivo di preoccupazione, dato che si tratta di elementi potenzialmente dannosi.

Le 4 principali marche di pasta italiane, spesso presenti sulle nostre tavole e risultate positive al glifosato, sono:

  • Agnesi (tagliolini)
  • Divella (spaghetti)
  • Garofalo (spaghetti)
  • Lidl Combino (tagliatelle), fortunatamente non disponibili nei punti vendita italiani.

Pasta biologica e glifosato: un test con esito positivo

Per quanto riguarda la pasta proveniente da agricoltura biologica, i risultati ottenuti sono stati molto incoraggianti. Infatti, nei cinque prodotti testati non è stato riscontrato alcun traccia di glifosato o altri pesticidi. Le marche di pasta italiane esenti da glifosato sono:

  • Combino Bio (spaghetti integrali), disponibili anche nei supermercati italiani della catena Lidl
  • Barilla (spaghettoni integrali e penne integrali)

Il glifosato: cosa è e quali sono i potenziali rischi per la salute

Secondo l’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro), il glifosato è l’erbicida più diffuso e utilizzato a livello globale. Dopo svariate analisi, la IARC di Lione lo ha classificato nel “gruppo 2A”, ovvero tra i probabili cancerogeni, insieme ad elementi come il DDT, le carni rosse e gli steroidi anabolizzanti. Questa categoria include sostanzeper le quali esistono prove significative di cancerogenicità su animali, ma per le quali non esistono ancora prove sufficienti sulla correlazione con tumori nell’uomo.

Nonostante la mancanza di prove conclusive, le autorità internazionali hanno stabilito dei livelli massimi di utilizzo del glifosato e il divieto di utilizzarlo in aree densamente popolate. L’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha dichiarato che è improbabile che il glifosato sia cancerogeno per l’uomo, ma ha comunque stabilito nuovi livelli di sicurezza e controlli più severi.

L’ECHA (Autorità europea per le sostanze chimiche) definisce il glifosato come una sostanza potenzialmente pericolosa per gli organismi acquatici e capace di provocare lesioni oculari. Tuttavia, non lo classifica come cancerogeno, mutageno o tossico per l’uomo.

L’approccio all’uso del glifosato nell’Unione Europea e in Italia

Ogni Paese dell’Unione Europea adotta un approccio differente rispetto all’uso del glifosato. Ad esempio, in Olanda la vendita di glifosato ai privati è proibita, mentre la Francia mira a eliminarne completamente l’uso.

In Italia, dal 2016, l’uso del glifosato è proibito in aree “frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili”, come giardini, parchi, campi sportivi, aree ricreative, cortili, aree gioco per bambini, aree verdi interne a scuole e strutture sanitarie.

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