Il tumore al colon retto è quello che colpisce di più le persone dopo i 50 anni: ecco i sintomi a cui prestare attenzione

Il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più frequentemente diagnosticate in Italia, soprattutto dopo i 50 anni. Colpisce l’intestino crasso, cioè il colon e il retto, e in molti casi si sviluppa lentamente a partire da piccole formazioni chiamate polipi, alcune delle quali possono trasformarsi nel tempo in lesioni tumorali.

È importante conoscere i possibili segnali della malattia, ma soprattutto ricordare che nelle fasi iniziali il tumore del colon-retto può essere completamente asintomatico. Proprio per questo gli esami di screening rappresentano uno strumento fondamentale.

1. Sangue nelle feci: un segnale da non ignorare

Uno dei sintomi che meritano maggiore attenzione è la presenza di sangue nelle feci.

Il sangue può apparire rosso vivo oppure essere più scuro, a seconda della zona dell’intestino interessata.

In alcuni casi il sanguinamento è così modesto da non essere visibile a occhio nudo e può essere individuato soltanto attraverso un esame specifico.

La presenza di sangue non significa automaticamente avere un tumore: può dipendere anche da emorroidi, ragadi o altre condizioni benigne. Tuttavia, deve essere valutata dal medico, senza attribuirla automaticamente a disturbi già conosciuti.

2. Cambiamenti persistenti delle abitudini intestinali

Un altro segnale riguarda le variazioni della regolarità intestinale.

Bisogna prestare attenzione soprattutto quando compaiono cambiamenti che persistono nel tempo, come:

  • Stitichezza insolita e prolungata.
  • Diarrea persistente senza una causa evidente.
  • Alternanza tra stitichezza e diarrea.
  • Sensazione di evacuazione incompleta, anche dopo essere andati in bagno.

Questi disturbi possono avere numerose cause non tumorali. Quando però rappresentano un cambiamento rispetto alle proprie abitudini e non si risolvono, è opportuno parlarne con il medico.

3. Dolore addominale e gonfiore frequente

Il dolore alla pancia è un disturbo molto comune, spesso collegato alla digestione o ad alterazioni intestinali.

In alcune persone con tumore del colon-retto possono però comparire crampi, fastidio addominale persistente oppure una sensazione di gonfiore insolita.

Non esiste un tipo di dolore che permetta, da solo, di riconoscere questa malattia.

La caratteristica da considerare è soprattutto la persistenza del disturbo, la sua eventuale progressione e la presenza di altri segnali associati.

4. Stanchezza continua e anemia

Uno dei sintomi meno immediati può essere una stanchezza persistente e insolita.

Alcuni tumori intestinali possono provocare piccole perdite di sangue ripetute nel tempo, anche senza sanguinamento visibile.

Queste perdite possono favorire lo sviluppo di un’anemia da carenza di ferro, che può manifestarsi con debolezza, pallore, affaticamento e fiato corto durante gli sforzi.

Soprattutto dopo i 50 anni, un’anemia sideropenica senza una causa evidente merita un approfondimento medico per identificarne l’origine.

5. Dimagrimento senza una spiegazione

Un altro possibile campanello d’allarme è la perdita di peso involontaria.

Dimagrire senza aver modificato l’alimentazione o aumentato l’attività fisica può dipendere da numerose condizioni, non necessariamente oncologiche.

Tuttavia, quando la perdita di peso è significativa e si accompagna a stanchezza, cambiamenti intestinali o altri disturbi persistenti, è importante rivolgersi al medico.

Lo screening dopo i 50 anni può individuare il tumore prima dei sintomi

La prevenzione del tumore del colon-retto non deve basarsi soltanto sulla comparsa di disturbi.

In Italia, il programma organizzato di screening offre generalmente alle persone nella fascia d’età prevista dalla propria Regione il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, normalmente da ripetere ogni due anni.

Molti programmi coinvolgono le persone tra i 50 e i 69 anni, mentre in alcune Regioni la fascia d’età è stata estesa.

Se il risultato è positivo, viene proposto un approfondimento, generalmente attraverso la colonscopia.

Quest’ultimo esame permette di osservare direttamente l’intestino e, quando necessario, di rimuovere polipi prima che possano evolvere in un tumore.

Attenzione: in presenza di sintomi sospetti non bisogna aspettare il successivo invito allo screening. È necessario consultare il medico per valutare gli accertamenti appropriati.

Chi corre maggiori rischi e come proteggersi

L’età rappresenta un importante fattore di rischio, ma non è l’unico.

Una maggiore attenzione è necessaria in presenza di familiari con tumore del colon-retto, precedenti polipi intestinali o malattie infiammatorie croniche dell’intestino.

Anche alcune abitudini possono influenzare il rischio, tra cui:

  • Consumo frequente di carni lavorate.
  • Sedentarietà e sovrappeso.
  • Fumo di sigaretta.
  • Consumo di bevande alcoliche.

Seguire un’alimentazione ricca di fibre, praticare attività fisica e mantenere un peso adeguato può contribuire a ridurre il rischio, senza però eliminarlo completamente.

In conclusione, il tumore del colon-retto è una delle malattie oncologiche più diffuse dopo i 50 anni, ma riconoscerlo precocemente può migliorare sensibilmente le possibilità di trattamento.

Sangue nelle feci, cambiamenti intestinali persistenti, dolori addominali insoliti, anemia e dimagrimento involontario sono segnali da non sottovalutare. La cosa più importante, però, è partecipare ai programmi di screening anche quando ci si sente perfettamente bene: la prevenzione può individuare alterazioni prima ancora che compaiano i sintomi.

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