Oncologo afferma: “Ci sono persone con queste 3 caratteristiche che hanno un bassissimo rischio di ammalarsi di cancro”

Le tre caratteristiche indicate nel contenuto attribuito a un oncologo riguardano le persone che sudano abbondantemente, quelle che evitano di mangiare nelle ore precedenti al sonno e quelle che riescono a gestire le emozioni negative.

Secondo questa teoria, tutte e tre le abitudini aiuterebbero l’organismo a liberarsi di elementi potenzialmente dannosi. Ma non esistono prove scientifiche sufficienti per affermare che chi possiede queste caratteristiche abbia un rischio bassissimo di ammalarsi di cancro. Vediamo perché.

1. Le persone che sudano abbondantemente

La prima caratteristica riguarda chi suda molto, durante l’attività fisica, con il caldo oppure in sauna.

Secondo la teoria, il sudore permetterebbe di eliminare metalli pesanti come cadmio, arsenico e piombo, alcune sostanze che possono provocare effetti tossici sull’organismo e, in determinate condizioni, aumentare il rischio oncologico.

A sostegno viene citato uno studio di Stephen Genuis del 2012, che ha analizzato la presenza di alcune sostanze nel sudore, nel sangue e nelle urine.

La ricerca ha effettivamente rilevato che determinati elementi possono essere eliminati anche attraverso la sudorazione. Tuttavia, questo non dimostra che sudare abbondantemente prevenga il cancro.

Inoltre, è scorretto affermare che i metalli pesanti vengano eliminati esclusivamente con il sudore: reni e fegato svolgono un ruolo fondamentale nei processi di eliminazione delle sostanze tossiche.

Non esiste quindi alcuna raccomandazione scientifica che suggerisca di sudare fino alla comparsa di cristalli di sale sulla pelle.

La vera abitudine protettiva è soprattutto l’attività fisica regolare, associata a una riduzione del rischio di diversi tumori, tra cui quelli del colon e della mammella.

2. Le persone che non mangiano prima di dormire

La seconda caratteristica riguarda chi evita pasti abbondanti nelle ore serali e lascia trascorrere diverse ore tra la cena e la colazione.

Il contenuto sostiene che un digiuno notturno di almeno 13 ore potrebbe ostacolare la sopravvivenza delle cellule tumorali, riducendo la disponibilità di glucosio.

Viene citato anche il processo dell’autofagia, attraverso il quale le cellule degradano e riciclano alcuni propri componenti. Lo studio di questo meccanismo è valso a Yoshinori Ohsumi il premio Nobel per la Medicina nel 2016.

Tuttavia, il riconoscimento del Nobel non dimostra che digiunare prevenga o curi i tumori.

Alcune ricerche osservazionali hanno individuato associazioni interessanti tra digiuno notturno e salute metabolica. Uno studio condotto su donne precedentemente trattate per tumore al seno ha collegato un digiuno notturno inferiore a 13 ore a una maggiore frequenza di recidive.

Questi risultati, però, non dimostrano un rapporto di causa ed effetto e non possono essere generalizzati a tutte le persone.

Le cellule tumorali, inoltre, non possono essere semplicemente private del nutrimento saltando un pasto.

È ragionevole evitare cene eccessivamente abbondanti e mantenere un’alimentazione equilibrata, ma i digiuni prolungati non devono essere considerati una terapia antitumorale.

3. Le persone che esprimono le emozioni negative

La terza caratteristica riguarda chi, dopo aver provato rabbia, tristezza o frustrazione, riesce a esprimere le proprie emozioni senza trattenerle continuamente.

Secondo la teoria, reprimere i sentimenti provocherebbe un aumento prolungato del cortisolo, l’ormone coinvolto nella risposta allo stress, indebolendo le cellule Natural Killer, importanti componenti del sistema immunitario.

Il rapporto tra stress, sistema immunitario e salute è effettivamente oggetto di numerose ricerche.

Tuttavia, non è dimostrato che reprimere la rabbia provochi il cancro, né che sfogarsi entro un’ora riattivi automaticamente le difese antitumorali.

La gestione dello stress rimane comunque importante per il benessere psicologico e fisico.

Parlare con una persona fidata, praticare attività fisica, dedicarsi al rilassamento e chiedere sostegno psicologico quando necessario possono aiutare ad affrontare meglio le difficoltà quotidiane.

Quali abitudini riducono davvero il rischio di tumore?

Le tre caratteristiche descritte contengono alcuni elementi scientificamente interessanti, ma le conclusioni diffuse sui social sono spesso eccessive.

Le principali raccomandazioni sostenute dalle evidenze scientifiche per la prevenzione oncologica comprendono:

  • Non fumare ed evitare l’esposizione al fumo passivo.
  • Limitare o evitare il consumo di alcol.
  • Praticare regolarmente attività fisica e mantenere un peso salutare.
  • Seguire un’alimentazione equilibrata, ricca di vegetali e cereali integrali.
  • Partecipare agli screening oncologici raccomandati e seguire le indicazioni vaccinali.

In conclusione, sudare, rispettare i propri ritmi alimentari e gestire le emozioni possono avere effetti sul benessere generale, ma non garantiscono un rischio bassissimo di sviluppare un tumore. La prevenzione più efficace si basa su comportamenti con benefici dimostrati, controlli appropriati e sulla riduzione dei principali fattori di rischio.

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