
La malattia al centro dell’attenzione è la bronchiolite obliterante, conosciuta anche come popcorn lung, letteralmente polmone da popcorn. È una patologia rara che provoca un restringimento permanente delle piccole vie respiratorie, rendendo progressivamente più difficile il passaggio dell’aria.
Alcuni casi clinici hanno suggerito un possibile collegamento con lo svapo. Tuttavia, non è stato dimostrato che le normali sigarette elettroniche provochino abitualmente questa malattia: le prove disponibili sono ancora limitate e il rischio effettivo non è stato quantificato.
Che cos’è la bronchiolite obliterante e perché è irreversibile
La bronchiolite obliterante colpisce i bronchioli, le piccole ramificazioni attraverso le quali l’aria raggiunge le parti più profonde dei polmoni.
Quando queste strutture subiscono un danno importante, possono svilupparsi infiammazione e cicatrici che restringono le vie respiratorie.
Il tessuto cicatriziale non può normalmente tornare alle condizioni originarie. Per questo la malattia viene considerata irreversibile.
Le terapie possono aiutare a gestire i sintomi e, in alcuni casi, a limitare il peggioramento, ma non eliminano le cicatrici già formate.
Perché viene chiamata polmone da popcorn?
Il nome risale ai primi anni Duemila, quando alcuni lavoratori di stabilimenti americani che producevano popcorn per microonde svilupparono gravi problemi respiratori.
Le indagini individuarono un collegamento con l’inalazione del diacetile, una sostanza utilizzata per conferire agli alimenti un aroma simile al burro.
Il diacetile è stato individuato anche in alcuni liquidi aromatizzati per sigarette elettroniche, soprattutto in prodotti studiati negli anni passati.
È importante distinguere l’utilizzo alimentare di una sostanza dalla sua inalazione: un ingrediente sicuro da mangiare non è automaticamente sicuro da respirare.
I casi clinici che hanno attirato l’attenzione

Nel 2019 alcuni medici canadesi hanno descritto il caso di un ragazzo di 17 anni che, dopo un utilizzo intenso di prodotti da svapo, aveva sviluppato una grave malattia respiratoria.
Il giovane aveva avuto bisogno di ventilazione meccanica e di trattamenti intensivi. Dopo il ricovero presentava ancora un’importante ostruzione delle vie respiratorie, compatibile con una possibile bronchiolite obliterante.
Nel 2024, un altro studio ha descritto una donna sulla quarantina che utilizzava sigarette elettroniche e aveva sviluppato tosse, difficoltà respiratorie e una grave ostruzione bronchiale.
Gli accertamenti hanno portato i medici a formulare una diagnosi di bronchiolite costrittiva associata allo svapo.
Si tratta di osservazioni cliniche importanti, ma non sufficienti per stabilire quanto sia frequente questa complicanza o dimostrare che tutti i dispositivi comportino lo stesso rischio.
Quali sono i sintomi della malattia?
La bronchiolite obliterante può manifestarsi con disturbi respiratori che tendono a persistere o peggiorare.
Tra i principali sintomi figurano:
- Tosse secca persistente.
- Fiato corto, inizialmente soprattutto durante gli sforzi.
- Respiro sibilante, simile a quello che può comparire nell’asma.
- Stanchezza e ridotta capacità di svolgere attività fisica.
Questi sintomi non indicano necessariamente la presenza della malattia, perché possono dipendere da numerose condizioni respiratorie più comuni.
Se persistono, soprattutto in una persona che fuma o utilizza sigarette elettroniche, è opportuno parlarne con un medico.
Sigaretta elettronica e danni polmonari: cosa sappiamo davvero
Il possibile collegamento con la bronchiolite obliterante rimane oggetto di studio. Organizzazioni sanitarie britanniche, tra cui il servizio sanitario NHS, sottolineano che non esistono prove consolidate di casi causati dai prodotti da svapo regolarmente commercializzati nel Regno Unito, dove il diacetile è vietato nei liquidi regolamentati.
Questo non significa che lo svapo sia innocuo. Sono state documentate altre forme di danno respiratorio associate all’utilizzo di prodotti da inalazione, mentre gli effetti a lungo termine delle sigarette elettroniche richiedono ulteriori ricerche.
È inoltre importante non confondere la bronchiolite obliterante con l’EVALI, una diversa forma di lesione polmonare associata allo svapo, che può essere grave ma non è necessariamente irreversibile.
In conclusione, la bronchiolite obliterante è una malattia rara e potenzialmente irreversibile, per la quale alcuni casi clinici hanno suggerito un collegamento con l’uso di sigarette elettroniche. Non è però corretto considerarla una conseguenza inevitabile dello svapo.
La precauzione più importante è evitare l’inalazione di sostanze non necessarie, soprattutto attraverso prodotti di provenienza incerta. Chi utilizza la sigaretta elettronica per smettere di fumare dovrebbe valutare con il medico un percorso per abbandonare definitivamente la dipendenza dalla nicotina, senza tornare alle sigarette tradizionali.
Fonti: Nih.gov
Pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
Rcsi.com
Lung.org
Nhs.uk

