mercoledì - 19 Giugno - 2024

E’ down e lavora in un ristorante. E la madre scrive allo chef: “Lei non si rende conto di quanto sia straordinario quello che sta facendo”

Flavio Foffa, un adolescente di 19 anni con sindrome di Down, studia presso l’Istituto alberghiero Olivetti a Monza e non ha mai permesso alle sfide cognitive associate alla sua condizione di sopraffare il suo vivace amore per la vita o di intaccare la determinazione che gli permette di avere un futuro promettente. Attualmente, Flavio si sta godendo un periodo di apprendimento lavorativo nel rinomato ristorante Il Moro di Monza, dove sta acquisendo esperienza nella pasticceria.

Emanuela Di Nonno, madre di Flavio, ha espresso la sua profonda gratitudine a Vincenzo Butticè, chef e proprietario de Il Moro, nonché insegnante di Flavio all’Istituto Olivetti. Ha elogiato Butticè per aver offerto a suo figlio un’opportunità straordinaria e per aver trasformato la retorica dell’inclusione e dell’attenzione verso le persone più vulnerabili in azioni concrete.

Emanuela Di Nonno, che è anche insegnante, ha raccontato di come lei e suo marito abbiano deciso di trasferirsi dal sud al nord dell’Italia quando Flavio aveva solo tre anni, per assicurargli una vita ricca di opportunità. Ha descritto la decisione di trasferirsi a Monza come una scelta guidata dal desiderio di avere accesso a specialisti di alta qualità per la cura di Flavio e di offrire a entrambi i loro figli un ambiente a misura d’uomo per crescere.

Flavio ha completato con successo due settimane del suo stage e ha in programma altre due settimane. Butticè ha lodato l’energia di Flavio e la sua costanza, sostenendo che rappresentano un esempio di come i limiti siano superabili.

La dedizione di Flavio al suo lavoro ha ispirato Butticè a dargli questa opportunità unica. Il successo di Flavio nella pasticceria conferma la fede di Butticè nelle sue capacità, e la passione di Flavio per il suo lavoro risulta evidente dalla sua delusione nei giorni in cui non è previsto il suo turno al ristorante.

L’esperienza lavorativa di Flavio è un mezzo fondamentale per lui per affermare la propria indipendenza e trovare realizzazione. Troppo spesso, si trascura il fatto che queste stesse necessità sono valide per le persone con sindrome di Down proprio come lo sono per chiunque altro.

La questione dell’inclusione è una questione di grande importanza per Emanuela Di Nonno, sia come madre di Flavio sia come insegnante. Ha sottolineato come ci sia spesso un grande divario tra la retorica dell’inclusione lavorativa per le persone con disabilità e la pratica effettiva.

Flavio ha avuto la fortuna di poter sperimentare una serie di attività diverse nel corso degli anni, tra cui golf, nuoto, laboratori creativi e musica. Queste esperienze hanno arricchito la sua vita e hanno contribuito a sviluppare le sue aspirazioni. Nonostante la consapevolezza dei limiti imposti dalla sua condizione, Flavio continua a mostrare una straordinaria determinazione. Di Nonno loda la sua forza e lo vede come un esempio per tutti.

Guardando al futuro, il prossimo anno accademico vedrà Flavio nell’ultimo anno dell’Istituto Alberghiero Olivetti e l’idea di entrare nel mondo del lavoro non è più un’eventualità lontana. Emanuela Di Nonno sottolinea che la lotta quotidiana per una vera inclusione continua, ma l’esistenza di figure come Butticè e il titolare della pizzeria Villa Reale, dove Flavio ha svolto il suo stage l’anno precedente, rende la lotta meno ardua.

La madre di Flavio, con le sue parole, mette in evidenza l’importanza dell’empowerment delle persone con sindrome di Down attraverso l’educazione e l’occupazione. Questo non solo offre a queste persone un modo per esprimere la propria autonomia, ma fa anche avanzare la lotta per una vera inclusione. Ogni esperienza lavorativa per Flavio non è solo un passo avanti per lui, ma anche un passo avanti per la comunità intera in termini di riconoscimento e accettazione delle persone con disabilità. In conclusione, la storia di Flavio è un esempio di come l’inclusione e l’empowerment possano davvero fare la differenza nella vita di una persona con disabilità.

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