La scoperta degli esperti: il vaccino per il fuoco di San Antonio rallenta il processo di invecchiamento

La risposta arriva dai dati pubblicati dall’University of Southern California, che ha analizzato l’impatto del vaccino contro l’Herpes Zoster sulla popolazione anziana.

Secondo lo studio, chi riceve questa immunizzazione non solo evita l’insorgenza del cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio, ma mostra un invecchiamento biologico significativamente più lento rispetto ai non vaccinati. Al centro della ricerca ci sono i benefici sistemici che l’iniezione scatena nel sistema immunitario. Gli esperti hanno rilevato che il vaccino agisce riducendo l’infiammazione cronica, un fattore determinante che accelera il declino fisico e cognitivo durante la terza età.

I risultati, rilanciati dalla testata Adnkronos, suggeriscono che mantenere sotto controllo il virus della varicella-zoster eviti lo stress costante all’organismo. Questo meccanismo permette alle cellule di preservare la propria integrità, “abbassando” di fatto l’età biologica dei soggetti trattati.

Le implicazioni per la sanità pubblica sono enormi, poiché la vaccinazione potrebbe diventare uno strumento per garantire non solo una vita più lunga, ma soprattutto una vecchiaia in salute. Medici e ricercatori concordano sul fatto che questo effetto secondario rappresenti una delle frontiere più interessanti della medicina preventiva moderna.

Sebbene i vaccini siano progettati per proteggere dalle infezioni acute, recenti ricerche hanno evidenziato una possibile correlazione tra i vaccini per adulti (inclusi quelli per l’Herpes zoster e l’influenza) e una minore probabilità di demenza e altre malattie neurodegenerative, sottolinea Jung Ki Kim, professore associato di Gerontologia e primo autore del lavoro. “Questo studio – afferma – si aggiunge alle prove emergenti che i vaccini potrebbero svolgere un ruolo nel promuovere un invecchiamento sano modulando i sistemi biologici, oltre alla prevenzione delle infezioni”.

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