
Il farmaco sperimentale sviluppato in Giappone si chiama TRG035 ed è progettato per bloccare una proteina chiamata USAG-1, coinvolta nella regolazione dello sviluppo dentale. La novità più importante è che la ricerca è già arrivata alla sperimentazione sull’essere umano, dopo risultati promettenti negli animali.
La prima fase clinica, avviata nel 2024, risulta completata. Nell’agosto 2026 sono stati inoltre compiuti passi regolatori per uno studio successivo destinato a persone con gravi forme di assenza congenita dei denti. Non è però ancora stato dimostrato che il farmaco faccia ricrescere denti perduti negli esseri umani.
Come funziona il farmaco che potrebbe far crescere nuovi denti
La ricerca si concentra sulla proteina USAG-1, che agisce come regolatore di alcuni processi biologici necessari alla formazione dei denti.
Questa proteina può ostacolare determinate vie di segnalazione, tra cui quelle conosciute come BMP e Wnt, fondamentali durante lo sviluppo dentale.
Il farmaco TRG035 utilizza un anticorpo monoclonale progettato per bloccare l’attività di USAG-1.
In questo modo, i ricercatori sperano di rimuovere uno degli ostacoli biologici che possono impedire la formazione di nuove strutture dentali.
L’obiettivo non è creare un dente artificiale, ma favorire lo sviluppo di un dente naturale attraverso i meccanismi dell’organismo.
La scoperta negli animali: sono comparsi nuovi denti
Il progetto si basa su una serie di esperimenti preclinici che hanno fornito risultati incoraggianti.
Negli studi sugli animali, gli scienziati hanno osservato che il blocco della proteina USAG-1 poteva favorire la formazione di denti aggiuntivi e recuperare alcuni processi di sviluppo dentale interrotti.
Questi risultati hanno suggerito che, in determinate condizioni biologiche, sia possibile intervenire sui meccanismi che regolano il numero dei denti.
Gli esperimenti sugli animali, tuttavia, non garantiscono che lo stesso risultato possa essere ottenuto nelle persone adulte.
Per questo sono necessari studi clinici specifici.
Il test sulle persone: a che punto siamo nel 2026
La sperimentazione clinica del TRG035 è iniziata con uno studio di fase 1 su adulti, organizzato presso l’ospedale universitario di Kyoto.
Il protocollo prevedeva il coinvolgimento di un massimo di 30 volontari, con la somministrazione di una singola dose del farmaco oppure di un placebo.
Lo scopo principale era verificare la sicurezza del trattamento e studiare il suo comportamento nell’organismo, non dimostrare immediatamente la ricrescita dei denti.
Secondo il registro clinico giapponese, questa prima sperimentazione risulta completata.
Il 17 agosto 2026, la società sviluppatrice Toregem BioPharma ha inoltre annunciato il completamento delle verifiche regolatorie preliminari necessarie per procedere con uno studio esplorativo di fase 2a.
Questo passaggio rappresenta un avanzamento importante, ma non equivale a un’approvazione del farmaco né a una conferma della sua efficacia.
Chi potrebbe beneficiare del trattamento

La prima applicazione prevista riguarda soprattutto le persone affette da agenesia dentale congenita, una condizione nella quale alcuni denti non si sviluppano fin dalla nascita.
In particolare, gli studi successivi sono stati progettati pensando a pazienti con forme gravi di questa condizione, caratterizzate dall’assenza congenita di numerosi denti.
Per queste persone, un trattamento capace di favorire la formazione di nuovi elementi dentali potrebbe rappresentare un’importante possibilità terapeutica.
In futuro, i ricercatori vorrebbero valutare applicazioni più ampie, ma al momento non esistono prove che TRG035 permetta di far ricrescere i denti persi a causa di carie, traumi o parodontite.
Quando sarà disponibile il farmaco per far ricrescere i denti?
Il progetto ha attirato grande attenzione anche perché i ricercatori hanno indicato il 2030 come possibile obiettivo per rendere disponibile una terapia.
Si tratta però di una previsione e non di una data certa.
Prima di un’eventuale commercializzazione serviranno ulteriori sperimentazioni per dimostrare che il trattamento sia efficace e sufficientemente sicuro.
Inoltre, gli scienziati dovranno verificare se i denti eventualmente formati abbiano caratteristiche adeguate per svolgere normalmente le funzioni della masticazione.
In conclusione, il farmaco giapponese TRG035 rappresenta una delle prospettive più interessanti della medicina rigenerativa dentale. I risultati ottenuti negli animali e il passaggio agli studi sulle persone costituiscono progressi importanti.
Non siamo però ancora davanti a una cura disponibile dal dentista. Per ora impianti, ponti e protesi rimangono tra le principali soluzioni per sostituire i denti perduti, mentre la ricerca continua a verificare se in futuro sarà davvero possibile stimolarne la ricrescita naturale.
Fonti:
Kitano-hp.or.jp
Jrct.mhlw.go.jp
Pubmed.ncbi.nlm.nih.gov

