Cancro ai polmoni nei non fumatori, quello che ha colpito Papa Leone XIV: ecco le 5 principali cause

Il tumore al polmone può svilupparsi anche nelle persone che non hanno mai fumato. Tra i fattori di rischio individuati dalla ricerca figurano l’inquinamento atmosferico, l’esposizione all’amianto, il fumo passivo, alcune predisposizioni genetiche e, secondo studi recenti, un consumo elevato di alimenti ultraprocessati.

A fare il punto su questi cinque fattori è stato anche il quotidiano britannico The Independent, in un approfondimento pubblicato il 23 ottobre 2026. È importante distinguere i fattori di rischio già accertati dalle associazioni scientifiche che richiedono ancora ulteriori conferme.

1. Inquinamento atmosferico e radon nelle abitazioni

L’inquinamento dell’aria è un fattore di rischio riconosciuto per il tumore polmonare. Le particelle inquinanti possono provenire dal traffico, dalle industrie e da altri processi di combustione.

Ma esiste anche un pericolo meno conosciuto che può trovarsi all’interno delle abitazioni: il radon.

Si tratta di un gas radioattivo naturale, incolore e inodore, che può risalire dal terreno e accumularsi negli ambienti chiusi.

L’esposizione prolungata a concentrazioni elevate aumenta il rischio di tumore polmonare, anche nei non fumatori.

Per individuare il radon è necessario effettuare misurazioni specifiche. Se vengono riscontrati livelli elevati, è possibile intervenire con adeguate soluzioni tecniche per ridurne la presenza.

2. Amianto: un pericolo ancora presente in alcuni edifici

L’amianto, conosciuto anche come asbesto, è stato utilizzato per decenni in edilizia grazie alle sue proprietà isolanti e alla resistenza al calore.

Oggi sappiamo che l’inalazione delle sue fibre può provocare malattie molto gravi, tra cui il tumore del polmone e il mesotelioma, che colpisce soprattutto la pleura.

Il rischio può aumentare quando materiali contenenti amianto vengono danneggiati o rimossi senza le necessarie precauzioni.

Per questo, in presenza di materiali sospetti, è fondamentale non manipolarli autonomamente e rivolgersi a professionisti qualificati.

3. Fumo passivo: il rischio anche per chi non fuma

Non fumare non significa necessariamente essere completamente protetti dagli effetti del tabacco.

Chi vive o lavora in ambienti dove altre persone fumano può respirare sostanze cancerogene presenti nel fumo passivo.

Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention statunitensi, l’esposizione al fumo passivo è associata a un aumento del rischio di tumore polmonare di circa 20-30% negli adulti non fumatori esposti.

Il consiglio è evitare il fumo negli ambienti chiusi, soprattutto in casa e in automobile. Aprire una finestra non elimina completamente l’esposizione.

4. Predisposizione genetica e familiarità

In alcuni casi, il rischio di tumore polmonare può essere influenzato anche da fattori genetici ereditari.

Alcune rare alterazioni genetiche possono aumentare significativamente la predisposizione alla malattia.

Tra quelle studiate figura una particolare variante del gene EGFR, chiamata T790M, che in forma ereditaria è stata associata a un rischio molto più elevato di sviluppare un tumore polmonare.

Questo non significa che chiunque abbia un familiare con tumore al polmone sia destinato ad ammalarsi.

La maggior parte dei casi non è attribuibile a una singola mutazione ereditaria. Tuttavia, in presenza di una forte familiarità, può essere utile parlarne con uno specialista.

5. Alimenti ultraprocessati: cosa hanno scoperto gli studi

 

Un quinto possibile fattore riguarda l’alimentazione, in particolare il consumo elevato di cibi ultraprocessati.

Si tratta di prodotti industriali caratterizzati da lavorazioni complesse e spesso contenenti numerosi ingredienti e additivi.

Uno studio condotto su oltre 101mila adulti ha osservato che le persone con il consumo più elevato di questi alimenti presentavano un rischio di sviluppare un tumore polmonare superiore del 41% rispetto a quelle con il consumo più basso, anche dopo alcuni aggiustamenti statistici.

Attenzione, però: lo studio ha individuato un’associazione, non ha dimostrato che gli alimenti ultraprocessati causino direttamente il tumore al polmone.

Servono ulteriori ricerche per comprendere il rapporto tra alimentazione e sviluppo della malattia.

Nel frattempo, privilegiare un’alimentazione equilibrata, ricca di verdura, frutta, legumi e alimenti poco trasformati, resta una scelta favorevole alla salute generale.

Il tumore al polmone in Italia: perché la prevenzione è fondamentale

I dati italiani mostrano quanto sia importante continuare a investire nella prevenzione.

Secondo AIOM, nel 2022 il tumore al polmone è stato responsabile di circa 23.600 decessi tra gli uomini e 12.100 tra le donne.

La mortalità complessiva resta elevata, anche perché una parte significativa delle diagnosi avviene quando la malattia è già avanzata.

Tra i sintomi che meritano una valutazione medica figurano tosse persistente, sangue nell’espettorato, difficoltà respiratorie, dolore toracico e perdita di peso inspiegabile. Questi disturbi possono avere molte altre cause, ma non devono essere ignorati se persistono.

In conclusione, il fumo rimane il principale fattore di rischio per il tumore al polmone, ma non è l’unico. Anche chi non ha mai fumato può sviluppare la malattia.

Ridurre l’esposizione agli agenti cancerogeni conosciuti, evitare il fumo passivo e prestare attenzione ai sintomi persistenti sono comportamenti importanti. Nessuna precauzione può azzerare completamente il rischio, ma conoscere i fattori che lo aumentano rappresenta un primo passo fondamentale per proteggere la propria salute.

Fonti:
Independent.co.uk
Aiom.it – I numeri del cancro in Italia 2025
Aiom.it – Mortalità per tumore al polmone in Italia

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