
Uno dei sintomi meno conosciuti della demenza è il cambiamento della personalità e del comportamento. Una persona fino a quel momento tranquilla e socievole, per esempio, potrebbe diventare insolitamente irritabile, perdere interesse per le attività che amava oppure manifestare comportamenti molto diversi rispetto al passato.
Questi cambiamenti possono comparire in diverse forme di demenza e, in particolare, essere tra le prime manifestazioni della demenza frontotemporale, una malattia che coinvolge soprattutto le aree del cervello responsabili del comportamento, della regolazione delle emozioni e delle relazioni sociali.
Il cambiamento di carattere che può essere un campanello d’allarme
Non sempre una persona che sviluppa una forma di demenza comincia dimenticando nomi o appuntamenti.
In alcuni casi, i familiari possono osservare modificazioni insolite e persistenti del carattere, come:
- Irritabilità o impulsività molto diverse dal comportamento abituale.
- Perdita di interesse per hobby, relazioni e attività quotidiane.
- Riduzione dell’empatia, con difficoltà a comprendere i sentimenti degli altri.
- Comportamenti socialmente inappropriati, prima del tutto estranei alla persona.
- Minore iniziativa e difficoltà a organizzare attività semplici.
Il cambiamento può essere graduale, tanto da risultare difficile da riconoscere nelle prime fasi.
Demenza frontotemporale: quando la memoria sembra ancora funzionare
La demenza frontotemporale comprende un gruppo di malattie neurodegenerative che colpiscono prevalentemente i lobi frontali e temporali del cervello.
Queste regioni svolgono un ruolo fondamentale nel controllo degli impulsi, nella pianificazione delle attività, nel linguaggio e nel comportamento sociale.
In alcune forme della malattia, la memoria può rimanere relativamente conservata nelle fasi iniziali, mentre diventano evidenti i cambiamenti della personalità.
Una persona potrebbe quindi ricordare perfettamente dove abita o cosa ha fatto il giorno precedente, ma comportarsi in maniera insolita, perdere alcune inibizioni oppure mostrare una marcata indifferenza verso gli altri.
È importante ricordare che la demenza frontotemporale è meno frequente della malattia di Alzheimer e può manifestarsi anche prima dei 65 anni.
Anche l’Alzheimer può provocare cambiamenti del comportamento?

Sì. Anche nella malattia di Alzheimer, la forma più comune di demenza, possono comparire alterazioni dell’umore e del comportamento.
Tra queste figurano apatia, ansia, irritabilità, agitazione e progressiva perdita di interesse per attività precedentemente piacevoli.
Tuttavia, nell’Alzheimer il disturbo della memoria è spesso uno dei segnali iniziali più caratteristici, mentre nella demenza frontotemporale possono prevalere fin dall’inizio difficoltà comportamentali o linguistiche.
I sintomi, comunque, variano da persona a persona e non è possibile distinguere con certezza le diverse forme di demenza osservando soltanto il carattere.
Non sempre un cambiamento di personalità significa demenza
Questo è un punto fondamentale, soprattutto per evitare allarmismi.
Diventare più irritabili, perdere interesse per alcune attività oppure attraversare un periodo di apatia non significa automaticamente soffrire di demenza.
Questi cambiamenti possono dipendere da numerose condizioni, tra cui:
- Depressione e disturbi dell’umore.
- Stress prolungato o problemi personali.
- Disturbi del sonno.
- Effetti indesiderati di alcuni farmaci.
- Altre malattie neurologiche o condizioni mediche.
Ciò che merita maggiore attenzione è soprattutto un cambiamento persistente, progressivo e significativo rispetto al comportamento abituale, specialmente quando interferisce con la vita quotidiana.
Quando è opportuno rivolgersi al medico?
Se un familiare manifesta cambiamenti insoliti del carattere, difficoltà nell’organizzare attività quotidiane oppure comportamenti progressivamente diversi dal passato, è utile parlarne con il medico di famiglia.
Il medico potrà valutare la situazione e, se necessario, indirizzare la persona verso uno specialista o un Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD).
Gli approfondimenti possono comprendere una valutazione neurologica, test cognitivi, esami del sangue e, quando indicato, accertamenti diagnostici come la risonanza magnetica cerebrale.
È importante distinguere i cambiamenti graduali da quelli improvvisi: una confusione improvvisa o un brusco cambiamento dello stato mentale richiedono una valutazione medica urgente, perché possono avere cause acute e potenzialmente trattabili.
In conclusione, la demenza non riguarda soltanto la perdita della memoria. In alcune forme, i primi segnali possono manifestarsi attraverso cambiamenti del comportamento, della personalità e delle relazioni con gli altri.
Riconoscere questi campanelli d’allarme non significa formulare una diagnosi da soli, ma sapere quando chiedere un approfondimento. Intervenire tempestivamente permette di individuare eventuali cause trattabili e, in presenza di demenza, programmare cure e assistenza adeguate.

