Tumori, arriva l’esame del sangue che può scoprire 12 tipi di cancro prima dei sintomi: ecco come funziona

Il nuovo esame del sangue si chiama miONCO-Dx ed è stato sviluppato dalla società britannica Xgenera in collaborazione con l’Università di Southampton. Si tratta di un test sperimentale progettato per individuare segnali molecolari associati a 12 diverse tipologie di tumore, potenzialmente anche prima della comparsa dei sintomi.

La tecnologia utilizza particolari molecole presenti nel sangue e sistemi di analisi basati sull’intelligenza artificiale. I risultati preliminari sono incoraggianti, ma non è ancora un esame di screening oncologico approvato per l’utilizzo generalizzato.

Come funziona il test che cerca i tumori nel sangue

La particolarità di miONCO-Dx riguarda le sostanze che vengono analizzate.

A differenza degli esami tradizionali, il test ricerca particolari molecole chiamate microRNA, conosciute anche con la sigla miRNA.

Queste piccole molecole svolgono un ruolo importante nella regolazione dell’attività dei geni. Alcune malattie tumorali possono modificare la presenza e la quantità di determinati microRNA nell’organismo.

Il sistema cerca quindi di riconoscere combinazioni di segnali molecolari compatibili con la presenza di una neoplasia.

Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, il test analizza i risultati e prova a individuare anche quale organo potrebbe essere interessato.

Il vantaggio potenziale è che tutto questo potrebbe essere possibile attraverso un normale prelievo di sangue.

Quali sono i 12 tumori che potrebbe individuare

Secondo quanto comunicato dai ricercatori, il test è stato progettato per riconoscere segnali associati a 12 differenti categorie di tumori.

Tra queste figurano:

  • Tumore del polmone.
  • Tumore della mammella.
  • Tumore della prostata.
  • Tumore del colon-retto.
  • Tumore dello stomaco.
  • Tumore del pancreas.
  • Tumore del fegato.
  • Tumore dell’esofago.
  • Tumore dell’ovaio.
  • Tumore della vescica.
  • Alcuni tumori cerebrali.
  • Sarcomi, tumori che possono svilupparsi nei tessuti connettivi e di sostegno.

Alcune di queste malattie possono essere particolarmente difficili da individuare nelle fasi iniziali, perché spesso provocano sintomi vaghi o poco specifici.

Un esame capace di ricercare più neoplasie contemporaneamente potrebbe quindi rappresentare, in futuro, uno strumento aggiuntivo per la diagnosi precoce.

Accuratezza superiore al 99%: cosa significa davvero

Uno degli aspetti che ha suscitato maggiore interesse riguarda gli elevati livelli di accuratezza dichiarati nelle prime valutazioni, in alcuni casi superiori al 99%.

È però importante interpretare questi dati correttamente.

Un’accuratezza del 99% ottenuta in uno studio preliminare non significa che il test scopra il 99% di tutti i tumori, né garantisce lo stesso risultato nelle persone apparentemente sane.

Per verificare l’efficacia reale sarà necessario condurre ulteriori studi su gruppi ampi e rappresentativi della popolazione.

Bisognerà soprattutto valutare due aspetti:

  • Falsi positivi: il test segnala un possibile tumore che in realtà non è presente.
  • Falsi negativi: il test non riconosce una malattia che invece esiste.

Questi elementi sono fondamentali prima di introdurre un nuovo esame nei programmi di screening.

Potrebbe sostituire mammografia e screening del colon?

Per il momento, miONCO-Dx non può sostituire gli esami oncologici raccomandati.

La mammografia, lo screening del colon-retto e gli altri controlli previsti dai programmi sanitari continuano a rappresentare strumenti importanti per individuare precocemente determinate forme tumorali.

In futuro, se la nuova tecnologia dovesse dimostrarsi sufficientemente affidabile, potrebbe essere utilizzata come esame complementare.

Un eventuale risultato positivo richiederebbe comunque ulteriori accertamenti per confermare la presenza della malattia e individuare con precisione la lesione.

Quando potrebbe arrivare negli ospedali italiani?

Secondo le prospettive comunicate dall’azienda sviluppatrice, miONCO-Dx potrebbe arrivare sul mercato nel corso del 2027, a condizione che vengano completate con successo le verifiche necessarie.

Non esiste però una data certa per la sua disponibilità negli ospedali italiani.

Prima di un’eventuale introduzione nei servizi sanitari saranno necessarie ulteriori valutazioni cliniche, regolatorie e organizzative.

In conclusione, il nuovo test del sangue capace di ricercare segnali associati a 12 tumori rappresenta una prospettiva interessante nella ricerca oncologica.

La possibilità di individuare alcune neoplasie prima della comparsa dei sintomi potrebbe avere importanti benefici, ma serviranno conferme scientifiche solide prima di poter utilizzare questa tecnologia su larga scala.

Nel frattempo, aderire agli screening raccomandati e rivolgersi al medico in presenza di sintomi persistenti rimane fondamentale per la prevenzione e la diagnosi precoce.

Fonti:
Southampton.ac.uk
Xgenera.com
BMJ.com

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