Bonus pensione, arrivano 155 euro in più sul cedolino: ecco per chi

Il bonus di cui si parla è l’importo aggiuntivo annuale previsto per alcuni pensionati INPS. La cifra esatta è di 154,94 euro e può essere pagata nel mese di dicembre insieme alla pensione, ma solo a chi rientra in precise soglie economiche.

Non è una nuova quattordicesima e non è un bonus universale. È una misura prevista da anni, legata alla legge 388/2000, e riguarda soltanto pensionati con trattamenti bassi e redditi contenuti.

Chi può ricevere i 154,94 euro

Per avere diritto all’importo aggiuntivo bisogna prima guardare alla pensione annua. Per il 2026, il trattamento minimo annuo preso come riferimento è pari a 7.954,05 euro.

Sommando il bonus, la soglia massima arriva a 8.108,99 euro. Questo significa che chi supera questo limite con la sola pensione non ha diritto all’importo aggiuntivo.

Se invece la pensione annua è pari o inferiore al trattamento minimo, può spettare l’intero importo di 154,94 euro. Se la pensione è compresa tra 7.954,05 euro e 8.108,99 euro, il beneficio può essere riconosciuto solo in parte, cioè nella misura necessaria ad arrivare alla soglia prevista.

I limiti di reddito da rispettare

Oltre all’importo della pensione, conta anche il reddito complessivo del pensionato. Per un pensionato solo, nel 2026 il reddito assoggettabile all’IRPEF non deve superare 11.931,08 euro.

Per chi è coniugato o unito civilmente, entra in gioco anche il limite familiare. In questo caso il reddito complessivo della coppia non deve superare 23.862,15 euro.

Attenzione però: anche se si è sposati, resta valido il limite personale. Questo significa che bisogna rispettare contemporaneamente sia il limite individuale sia quello familiare.

Chi resta escluso

Non tutte le prestazioni danno diritto a questo importo. Sono escluse alcune forme assistenziali, come pensioni sociali, assegni sociali, prestazioni agli invalidi civili e altri trattamenti specifici.

Per questo due persone che ricevono un pagamento dall’INPS possono trovarsi in situazioni molto diverse. Una può avere diritto all’importo aggiuntivo, mentre un’altra no, anche se entrambe percepiscono somme basse.

La differenza dipende dal tipo di prestazione, dall’importo annuo e dai redditi complessivi dichiarati.

Come arriva il pagamento

Quando il pensionato possiede tutti i requisiti e l’INPS ha già i dati necessari, il pagamento viene normalmente effettuato d’ufficio. Questo vuol dire che non sempre bisogna presentare una domanda preventiva.

L’accredito, quando spettante, arriva di solito nel cedolino di dicembre, insieme alla pensione del mese. Proprio per questo conviene controllare con attenzione il dettaglio del cedolino, non solo l’importo finale.

Se invece il pensionato pensa di averne diritto ma non riceve il pagamento, può presentare una domanda di ricostituzione della pensione attraverso i servizi INPS, un patronato o un intermediario abilitato.

Perché non va confuso con la quattordicesima

Uno degli errori più comuni è confondere questi 154,94 euro con la quattordicesima. In realtà sono due misure diverse, con requisiti differenti e platee non coincidenti.

La quattordicesima segue regole proprie, mentre questo importo aggiuntivo riguarda pensionati con trattamenti particolarmente bassi e redditi entro soglie precise.

In conclusione, i 155 euro in più sul cedolino non spettano a tutti i pensionati, ma solo a chi rientra nei limiti previsti. Per il 2026 bisogna guardare alla pensione annua, al reddito personale e, se presente, anche al reddito familiare. Quando tutti i requisiti sono rispettati, l’importo può arrivare direttamente a dicembre; in caso contrario, chi ritiene di essere stato escluso per errore può chiedere una verifica all’INPS.

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