
Nuovi elementi tornano ad accendere i riflettori sul delitto di Garlasco e sulla posizione di Andrea Sempio, oggi nuovamente al centro dell’attenzione mediatica dopo quanto riportato dal Tg1 attraverso i propri canali social. Secondo l’emittente, in una intercettazione l’uomo avrebbe pronunciato una frase destinata a far discutere: «Ho visto il video di Chiara e Alberto».
Sempre secondo quanto riferito dal Tg1, il 38enne, indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avrebbe parlato da solo facendo riferimento ad alcuni contatti telefonici precedenti al delitto. In particolare, avrebbe sostenuto «di aver chiamato Chiara prima del delitto, di aver tentato un approccio e lei avrebbe detto: non ci voglio parlare con te e ha attaccato».
La ricostruzione diffusa parla anche di una telefonata che Sempio avrebbe fatto per errore all’abitazione dei Poggi, con l’intenzione di cercare Marco. In quella circostanza avrebbe invece risposto Chiara, con la quale avrebbe scambiato poche parole, chiedendo quando sarebbe rientrato il fratello.
Il passaggio più discusso riguarda il presunto monologo intercettato, riportato così: «Delle tre chiamate… lei ha detto.. “non ci voglio parlare con te (imitando una voce femminile) e … era tipo io gli ho detto “riusciamo a vederti” (riferendosi alla propria risposta, ndr) (poi imitando voce femminile) e lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono… Ah ecco che fai la la dura (ride, ndr) ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, cazzo. Lei dice “non l’ho più trovato” il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) io ho portato il video”. E ancora: anche lui lo sa… Perché ho visto… dal suo cellulare… Perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un cazzo”».
Nel frattempo, Andrea Sempio ha lasciato la Procura di Pavia dopo circa quattro ore dal suo arrivo. Il 39enne, attualmente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, è uscito in auto insieme ai suoi difensori, Liborio Caraliotti e Angela Taccia, senza rilasciare dichiarazioni ai numerosi cronisti presenti all’esterno.

Come già anticipato dai legali, Sempio si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere, in attesa del deposito completo degli atti e della documentazione a suo carico. L’uomo respinge le accuse relative al delitto del 13 agosto 2007, un caso per il quale esiste già una condanna definitiva: quella di Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, condannato a 16 anni di reclusione con sentenza confermata in Cassazione.
Dopo la diffusione della notizia, è arrivata anche la replica della difesa. L’avvocato Libero Cataliotti, intervenuto ai microfoni di Dentro la notizia su Canale 5, ha dichiarato: «Andrea Sempio ritiene di essere in grado di spiegare le captazioni, una volta che le avrà ascoltate e contestualizzate».
Il legale ha poi contestato con forza la circolazione delle indiscrezioni: «Alla faccia del segreto istruttorio mi viene da dire – afferma Cataliotti – io ho appena lasciato il mio cliente e avevamo tutti il telefono spento non può essere trasudato da noi quanto state dicendo tra l’altro in modo non aderente alla realtà».
Secondo quanto spiegato dall’avvocato, durante l’incontro in Procura sarebbero state illustrate alla difesa le presunte fonti di prova, ma solo verbalmente. Cataliotti ha precisato che agli avvocati non sarebbe stata ancora data la possibilità di ascoltare direttamente gli audio delle captazioni ambientali e telefoniche.
Il difensore ha aggiunto: «solo oralmente e senza che ci sia stata data la possibilità di ascoltare gli audio relativi a captazioni ambientali e telefoniche. La procura ha ritenuto che rappresentare fonti di prova non pregiudichi le indagini, noi non commentiamo – prosegue – Ci confronteremo con queste stesse fonti di prova non appena il supporto che le riassume ci verrà consegnato».
Infine, Cataliotti ha invitato alla prudenza sul contenuto effettivo delle registrazioni: «Io non ho sentito le intercettazioni del soliloquio, pieno di nc, cioè “non comprensibile” – spiega Cataliotti – Vedremo se Sempio commentava il racconto di qualcun altro, se parlava con se stesso o interloquiva con un interlocutore. L’interrogatorio è durato 2 ore e 40 minuti, noi abbiamo ascoltato i passivamente la narrazione che verrà condensata in uno scritto su cui punteremo la nostra attenzione per replicare laddove possibile fin da subito, laddove non possibile più avanti».
La vicenda resta quindi aperta e delicatissima: da una parte le nuove intercettazioni riportate dai media, dall’altra la linea della difesa, che chiede di poter ascoltare e valutare integralmente gli audio prima di fornire una risposta compiuta.

