Romina Power, la confessione shock: so che mia figlia è viva

Sono passati 33 anni dalla scomparsa di Ylenia, ma per Romina Power il tempo non ha mai cancellato né il legame né la convinzione che sua figlia possa essere ancora viva. In una lunga intervista al Corriere della Sera, la cantante è tornata a parlare apertamente di ciò che è accaduto dopo quel 31 dicembre.

“Hanno detto che tenevamo Ylenia nascosta in casa per farci pubblicità. Per non parlare delle cose false su mia figlia: che facesse uso di droga, che avesse scelto lei di buttarsi nel Mississippi.”

Parole che raccontano non solo la sofferenza per la scomparsa, ma anche il peso delle accuse e delle ricostruzioni mediatiche che, secondo la madre, hanno travisato profondamente la realtà.

“Ma Ylenia era curiosa, brillante, le mancava un esame per laurearsi al King’s College. E sapeva nuotare.”

Romina Power contesta apertamente una delle versioni più diffuse, quella che vorrebbe Ylenia vittima di un gesto estremo, basata sulla testimonianza di un guardiano dell’acquario di New Orleans.

“Non ho mai creduto alla versione del guardiano dell’acquario che aveva detto di averla vista: la sua descrizione era inattendibile.”

Nel corso dell’intervista, la cantante arriva a una dichiarazione che colpisce per forza e convinzione, ribadendo una sensazione che non l’ha mai abbandonata.

“Se Ylenia fosse morta lo avrei sentito.”

E da questa certezza nasce anche un desiderio che va oltre la sua storia personale.

“Servirebbe una Fondazione per le ragazze scomparse, per mostrare loro che non sono state dimenticate, che aspettiamo di rivederle, che non abbiamo mai smesso di amarle e di cercarle.”

Parole che trasformano un dolore privato in un messaggio universale, dove la speranza non viene mai archiviata e l’amore continua a resistere, anche quando tutto il resto sembra essersi fermato.

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