venerdì - 21 Giugno - 2024

La nuova truffa a cui prestare molta attenzione: “La chiamo dalla Polizia Postale, il suo denaro è a rischio”. Come difendersi

Nel mondo delle truffe e frodi online, un nuovo schema criminale sfrutta la fiducia che le persone ripongono nelle Forze dell’Ordine.

Prima fase: La vittima riceve un messaggio SMS, apparentemente proveniente dalla sua banca, che si integra tra le notifiche autentiche. Il messaggio avvisa dell’accesso non autorizzato e prelievi senza il suo consenso.

Seconda fase: La vittima riceve una chiamata da un numero che pare essere della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale. Questo avviene grazie alla tecnica dello “spoofing“, dove i truffatori usano la tecnologia VoIP per manipolare il numero visualizzato. In alcuni episodi, il numero era quello della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Verona.

Il truffatore, spacciandosi per un membro della Polizia Postale, persuade la vittima a trasferire i suoi risparmi su conti “sicuri” e “protetti”. L’unico limite è la soglia di prelievo giornaliero della banca, ma il danno potenziale rimane enorme. Il truffatore gioca sull’ansia della vittima, addirittura suggerendo di verificare online il suo numero per provarne l’autenticità. In momenti di panico, c’è un alto rischio che la vittima segua le istruzioni del truffatore, cadendo nella trappola.

Per proteggere i cittadini, la Polizia Postale consiglia:

  1. Diffidare delle richieste di movimentazione di denaro: Nessun membro delle Forze dell’Ordine richiederà pagamenti o bonifici. Non rivelare le credenziali di home banking e consultare la propria banca in caso di dubbi.
  2. Verificare l’identità dei chiamanti: Se si riceve una chiamata da un supposto membro delle Forze dell’Ordine, richiedere nome, grado e appartenenza. Ricerca online il numero ufficiale dell’ente e chiamare per confermare l’identità del chiamante.

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