mercoledì - 24 Luglio - 2024

La settimana corta con la stessa paga si rivela un successo: diminuisce lo stress e aumentano i ricavi

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Il test sull’adozione della settimana lavorativa di quattro giorni in 61 aziende del Regno Unito con circa 2.900 dipendenti ha riportato risultati positivi. I dipendenti erano più felici e l’azienda ha registrato un aumento dei profitti. Gli esiti sono stati approvati anche dai dirigenti, ed è stato notato un grande successo dell’esperimento, incoraggiando così la continuazione della prova. In particolare, 56 aziende hanno deciso di estendere la sperimentazione e 18 di queste l’hanno resa permanente. Ciò ha portato Londra a pensare di implementare una legge a riguardo.

In Gran Bretagna l’esperimento della settimana corta

Nel Regno Unito, la settimana lavorativa di 4 giorni sembra essere vista come un’opzione promettente per le aziende. Secondo i risultati di un maxi test condotto su 61 aziende britanniche, la riduzione del 20% dell’orario di lavoro per sei mesi non ha avuto effetti negativi sulle prestazioni aziendali. Invece, ha dimostrato di migliorare la produttività e la salute dei dipendenti. Le aziende coinvolte nel test operavano in settori diversi, dimostrando l’efficacia della settimana lavorativa di 4 giorni per le organizzazioni di diverse dimensioni e ambiti.

Alla fine del test, la maggioranza delle aziende coinvolte hanno deciso di continuare con la settimana lavorativa di 4 giorni. In particolare, 56 delle 61 aziende hanno dichiarato di voler proseguire con questa impostazione e 18 di queste l’hanno resa permanente. Solo tre aziende hanno sospeso temporaneamente il programma. Questi risultati sembrano suggerire che la settimana lavorativa di 4 giorni potrebbe rappresentare una soluzione vantaggiosa per molte aziende del Regno Unito, in grado di migliorare sia la produttività che il benessere dei dipendenti.

Meno stress e più produttività con la settimana corta

Nel test è stato riscontrato un calo significativo dei tassi di stress e malattia con una settimana lavorativa più breve. Circa il 39% dei dipendenti ha riportato di essere meno stressato, il 40% di dormire meglio e il 54% di trovare più facile bilanciare lavoro e vita domestica. Inoltre, il numero di giorni di malattia è diminuito di circa due terzi e il 57% in meno dei dipendenti ha lasciato le aziende rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La maggior parte delle aziende coinvolte ha scelto di concedere il venerdì libero al proprio personale, ma alcuni hanno offerto la possibilità di prendere il lunedì o il venerdì. Nonostante la riduzione dell’orario di lavoro, la produttività non è diminuita. La stragrande maggioranza delle aziende ha riportato soddisfazione per le prestazioni aziendali durante il periodo di prova. Inoltre, i fatturati delle aziende coinvolte sono aumentati dell’1,4%. Durante la sperimentazione, alle aziende è stato offerto supporto attraverso workshop e tutoraggio per ripensare le pratiche di lavoro. Ai dipendenti è stata data l’opportunità di mantenere lo stipendio esistente lavorando per quattro giorni anziché cinque.

Settimana corta può aiutare le future assunzioni

Joe Ryle, direttore della 4 Day Week Campaign, ha definito l’esperimento “un importante momento di svolta” per la campagna verso una settimana lavorativa di quattro giorni. Secondo Ryle, questi risultati incredibili dimostrano che la settimana di quattro giorni a parità di stipendio funziona davvero e quindi è giunto il momento di iniziare a diffonderla in tutto il paese.

La Rivelin Robotics di Sheffield, una delle aziende partecipanti, prevede di continuare con il nuovo approccio. Il chief product officer David Mason ha dichiarato di sperare che l’offerta di una settimana lavorativa più breve possa aiutare le future assunzioni e rendere la loro azienda un po’ diversa dalla media.

La politica ora dovrà prendere posizione sulla questione. Nel Regno Unito, il deputato laburista Peter Dowd ha presentato una proposta a ottobre scorso che abbasserebbe il tetto massimo della settimana lavorativa da 48 a 32 ore per tutti i lavoratori britannici.

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