venerdì - 21 Giugno - 2024

Alessandro Impagnatiello ha agito da solo nell’omicidio di Giulia Tramontano? Le telecamere possono svelare la verità

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C’è la possibilità di un secondo partecipante nel caso dell’omicidio di Giulia Tramontano? L’indagine sull’uccisione della giovane, perpetrata sabato sera dal suo fidanzato Alessandro Impagnatiello, che ha confessato il crimine ed era il padre del bambino che portava in grembo, sta avanzando rapidamente. L’obiettivo è non solo chiarire i movimenti di Impagnatiello dopo il crimine, ma anche capire se abbia agito da solo o se abbia avuto un aiuto. Gli investigatori hanno dei dubbi sulla possibilità che l’uomo di 30 anni, attualmente detenuto a San Vittore, abbia agito da solo nell’eliminazione del corpo senza vita di Giulia.

L’importanza delle registrazioni video della zona

Pertanto, come parte delle indagini, gli agenti del nucleo investigativo e i loro colleghi della compagnia di Rho stanno esaminando i filmati di tutte le telecamere di sicurezza di Senago, la città milanese dove la coppia viveva e dove si è svolto il crimine, per analizzarne i contenuti. L’autopsia dovrebbe iniziare la prossima settimana e dovrebbe essere effettuata da Cristina Cattaneo, patologa forense a cui sono stati affidati numerosi casi importanti, come quello di Yara Gambirasio.

Raccolta di fondi per il sostegno alla famiglia di Giulia Tramontano

“Giulia, sei stupenda in tutte le foto che le persone condividono. È difficile trovare una foto in cui non risplendi. Il tuo viso rivela una persona senza malizia. Eravi troppo ingenua per capire in che trappola ti trovassi. Ma guardando questa foto penso a quanto Thiago ti somigliasse.” Queste sono le parole condivise sui social media da Chiara Tramontano, sorella di Giulia, uccisa al settimo mese di gravidanza dal suo fidanzato Alessandro Impagnatiello, riguardo alla raccolta fondi avviata dai suoi colleghi dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Una parte dei fondi raccolti sarà destinata all’associazione Penelope e ad altre iniziative per combattere la violenza di genere.

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Riferendosi al nipote che sarebbe nato, Chiara Tramontano ha aggiunto: “Avrebbe avuto i tuoi occhi, occhi che mi tormenteranno per sempre. Non potrebbe esserci un’immagine più bella per questa raccolta fondi. Questa foto – ha proseguito, riferendosi all’immagine di Giulia inclusa nel post – riflette tutta la tua bontà e dolcezza, le stesse che hanno ispirato l’inizio di questa lodevole iniziativa”.

Ulteriori sviluppi nelle indagini sull’omicidio di Giulia Tramontano

Gli agenti del nucleo investigativo di Milano e i colleghi della compagnia di Rho stanno acquisendo i video delle telecamere di sorveglianza di Senago, il comune nei pressi di Milano dove Giulia Tramontano è stata uccisa dal suo compagno Alessandro Impagnatiello sabato scorso. L’obiettivo è duplice: in primo luogo, verificare se il trentenne barista avesse degli aiuti, e in secondo luogo, delineare accuratamente i movimenti dell’uomo, che ha confessato di aver ucciso Giulia sabato sera nel loro appartamento a Senago e successivamente simulato e segnalato la sua scomparsa, mentre cercava di sbarazzarsi del corpo, bruciandolo due volte e poi nascondendolo in un garage, nel bagagliaio dell’auto e infine in un interstizio in un’area abbandonata, dove su sua indicazione, i carabinieri lo hanno ritrovato tra mercoledì e giovedì notte.

Le riprese video potranno quindi confermare la veridicità della storia di Impagnatiello, che – come scrivono l’aggiunta Letizia Mannella e la pm Alessia Menegazzo nel decreto di arresto – “ha dimostrato di essere in grado di mentire ripetutamente e di cambiare più volte versione dei fatti”. Durante l’interrogatorio per la convalida dell’arresto di fronte al giudice Angela Minerva, il trentenne ha insistito che ha ucciso Giulia e nascosto il suo cadavere da solo, senza l’assistenza di altri.

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