giovedì - 29 Febbraio - 2024

“Come ci ha lasciati Giulia”, parla il medico legale: cosa le ha fatto Filippo

Il tragico caso del femminicidio di Giulia Cecchettin rappresenta un oscuro momento nella cronaca nera italiana. Giulia, una giovane donna di appena 22 anni, ricca di aspirazioni e prossima alla laurea, è stata brutalmente assassinata dal suo ex fidanzato, Filippo Turetta. Questo atto atroce non solo ha estinto i sogni di una vita piena di speranze, ma ha anche lasciato una ferita profonda nella società.

Dopo una settimana di angosciose ricerche, il corpo di Giulia è stato scoperto in un canalone, un’area isolata tra il lago di Barcis e la località montana di Piancavallo. Il cadavere era stato accuratamente nascosto sotto sacchi neri ai piedi di una roccia, in un tentativo di occultamento da parte di Turetta.

La fuga di Turetta, dopo aver commesso il crimine, lo ha portato a oltrepassare i confini nazionali, spingendosi fino in Germania. La sua cattura è avvenuta in una area di sosta a Weissenfels, vicino a Lipsia, dove è stato individuato dalla polizia tedesca. Al momento del suo arresto, Turetta appariva estremamente affaticato e incapace di proseguire ulteriormente nella sua fuga disperata.

Attualmente, Turetta si trova detenuto nel penitenziario di Halle, in Sassonia. Lì, secondo l’avvocato tedesco Dimiter Krasse, mostra segni di essere profondamente turbato e preoccupato. Ha già accettato il processo di rimpatrio in Italia, che dovrebbe accelerare le procedure legali a suo carico.

Il nucleo centrale delle indagini è focalizzato sulle modalità del delitto. Gli esami effettuati dal medico legale hanno rivelato dettagli raccapriccianti: Giulia è stata colpita da ben 26 coltellate, inflitte con un coltello da cucina lungo 12 cm, principalmente concentrate su collo e testa. Questa brutalità è stata accompagnata da calci e pugni. La ricostruzione degli eventi suggerisce che l’aggressione sia iniziata alle 23.18, con Giulia che ha cercato disperatamente di difendersi e di fuggire, ma è stata infine sopraffatta e trascinata via in auto dal suo aggressore.

All’interno della Fiat Grande Punto nera di Turetta, la polizia tedesca ha rinvenuto una borsa che conteneva ciò che si presume essere l’arma del delitto. Insieme all’arma, sono stati trovati un paio di guanti, un telefono cellulare e circa 300 euro in contanti. Questo caso, con la sua violenza sconcertante e la crudele premeditazione, resterà impresso nella memoria collettiva come uno degli episodi più bui e dolorosi nella storia criminale del paese.

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