giovedì - 29 Febbraio - 2024

Dopo la pandemia boom di tumori: ecco quali colpiscono di più

Il Covid-19, con le sue varie ondate pandemiche, ha colpito inaspettatamente le nostre vite, stravolgendo radicalmente la routine quotidiana. Gli anni seguiti all’irruzione del virus, diventato una presenza endemica, si sono rivelati eccezionalmente ardui. Le conseguenze di questa pandemia si sono manifestate non solo attraverso un elevato numero di decessi, ma anche tramite una profonda crisi economica che ha colpito molti settori.

Uno degli aspetti più commoventi e indelebili di questa pandemia in Italia sono state le immagini dei camion dell’esercito, carichi di bare, che simboleggiano le vite perse a causa del virus. Queste immagini hanno rafforzato il dolore collettivo, soprattutto per l’impossibilità di dare l’ultimo saluto ai propri cari.

Durante questo periodo, i sistemi sanitari, in particolare gli ospedali, hanno affrontato condizioni di estrema difficoltà. Medici, infermieri e personale militare hanno lavorato incessantemente per mantenere operativo il sistema sanitario e contenere i contagi. La campagna di vaccinazione ha svolto un ruolo vitale nell’attenuare le forme più gravi del Covid-19, offrendo una protezione significativa soprattutto ai soggetti più vulnerabili, con preesistenti condizioni cliniche compromesse.

Tuttavia, nonostante gli sforzi, il Covid-19 continua a rappresentare una minaccia significativa, come evidenziato dall’aumento dei casi di contagio registrati nelle ultime settimane. In parallelo, emerge un’altra crisi sanitaria: un incremento allarmante di neoplasie nel periodo post-pandemico.

Nell’anno corrente, le statistiche indicano 395.000 nuove diagnosi di cancro in Italia, suddivise in 208.000 casi tra gli uomini e 187.000 tra le donne. Da quando la pandemia è stata dichiarata conclusa, c’è stato un aumento sorprendente delle diagnosi di neoplasie. Il carcinoma mammario è risultato essere la forma di cancro più diagnosticata, con 55.900 casi, seguito dal cancro al colon-retto (50.500 casi), al polmone (44.000), alla prostata (41.100) e alla vescica (29.700).

Per i prossimi 20 anni, si prevede un aumento costante del numero annuo di nuove diagnosi oncologiche in Italia, stimato all’1,3% negli uomini e allo 0,6% nelle donne. Tra i fattori di rischio principali vi sono il fumo di sigaretta, il sovrappeso, l’obesità, il diabete e l’esposizione ai raggi solari. Questi fattori contribuiscono significativamente allo sviluppo di varie forme di cancro.

Un problema crescente è la ridotta partecipazione della popolazione agli screening preventivi, come quelli mammografici e colorettali, nonostante la loro importanza cruciale per una diagnosi precoce.

Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha evidenziato l’importanza di promuovere la cultura della prevenzione, sia primaria che secondaria, partendo dall’educazione dei giovani verso stili di vita salutari, e incrementando la partecipazione agli screening per ridurre le disparità territoriali e potenzialmente estendere i programmi a tipologie di cancro attualmente non incluse.

La diagnosi precoce delle neoplasie è fondamentale per garantire tassi di sopravvivenza più alti e una qualità della vita migliore. Questo messaggio vitale deve essere diffuso capillarmente, anche grazie al contributo di varie associazioni.

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