giovedì - 29 Febbraio - 2024

Giulia Cecchettin, il messaggio straziante della sorella per lei e la mamma (morta un anno fa): “Adesso abbracciatevi”

Elena Cecchettin ha pubblicato una foto in bianco e nero sui social per ricordare la sorella Giulia, il cui corpo è stato ritrovato l’11 novembre vicino al lago di Barcis, in provincia di Pordenone. La ragazza, “uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta”, è raffigurata insieme alla mamma, scomparsa per un brutto male un anno fa. «Abbracciatevi anche per me», ha scritto.

La lotta contro i femminicidi

Avrebbe potuto affrontare il lutto per la scomparsa della sorella in tanti modi, ma Elena Cecchettin ha scelto di farlo nell’unico modo che riteneva possibile: rendere omaggio alla vita di sua sorella affinché le donne non subiscano più il male che hanno subito Giulia e tutte le altre vittime di femminicidio. Nella foto pubblicata sul profilo Instagram di Elena Cecchettin, la sorella Giulia e la mamma Monica Camerotto, (quest’ultima morta nel 2022 a causa di un tumore), si abbracciano e sorridono.

Sono queste le parole che Elena Cecchettin ha scritto a corredo del post che ha pubblicato sul suo profilo Instagram. Un dolore immenso che è difficile spiegare a parole. Nelle sue Instagram stories, è la stessa Elena a condividere alcuni dei numerosissimi messaggi contro la violenza sulle donne che ha ricevuto o che le sono stati dedicati per esprimerle vicinanza in questo momento. «Alle persone che mi stanno dimostrando affetto e vicinanza, vi voglio bene – ha scritto Elena Cecchettin nelle sue Instagram stories -. Fatico a rispondere a tutti ma ho letto ogni singola parola e vi apprezzo tantissimo». La sorella di Giulia ha aggiunto: «Alle persone che mi vogliono male e mettono in dubbio il mio dolore: non potete capire». «Come mi sento ora: mi si sono spenti i sentimenti», ha concluso Elena Cecchettin.

Il discorso di Elena Cecchettin

«Vorrei lasciare un messaggio e spero possa essere udito da più persone – ha spiegato Elena Cecchettin durante un’intervista rilasciata a Dritto e Rovescio -. Hanno additato Turetta come un mostro, ma lui non è un mostro. Il mostro è un’eccezione. Lui è un figlio della società partiarcale che è pregna della cultura dello stupro. Siate ostili a questi comportamenti che possono sembrare banalità ma sono preludio di femminicidio. Il femminicidio non è un delitto passionale, il femminicidio è un delitto di potere».

La sorella fi Giulia ha aggiunto: «Il femminicidio è un delitto di Stato perché lo Stato non ci tutela e non ci protegge. Bisogna prevedere l’educazione sessuale e l’educazione affettiva in modo tale da prevenire queste cose. Bisogna finanziare i centri antiviolenza in modo tale che se le persona dovono chiedere aiuto possano essere in grado di farlo. Per Giulia non fate un minuto di silenzio, per Giulia bruciate tutto».

 

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