mercoledì - 19 Giugno - 2024

Impagnatiello, inganni, falsi messaggi e test DNA truccato: tutti gli imbrogli dell’assassino di Giulia

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Alessandro Impagnatiello, un barman di 30 anni, è stato arrestato per l’omicidio della sua compagna incinta, Giulia Tramontano. La sua vita sembrava tessuta di bugie, tra cui la falsificazione di un test del DNA per convincere un’altra donna, con cui aveva una relazione parallela, che il figlio che Giulia portava in grembo non era il suo.

La scoperta delle menzogne: Il confronto tra le due donne

Il barman lavorava all’Armani Bamboo Bar a Milano dove aveva conosciuto una collega inglese. Con lei, Impagnatiello era sentimentalmente coinvolto da un anno. La collega, dopo aver scoperto che Impagnatiello aveva falsificato il test del DNA, decise di affrontare Giulia. Questo chiarimento avvenne sabato pomeriggio nel locale milanese, senza la presenza di Impagnatiello. Preoccupata per la situazione di Giulia, la collega le avrebbe offerto ospitalità.

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L’omicidio di Giulia Tramontano

Giulia, tuttavia, tornò a casa a Senago, dove l’attendeva Impagnatiello. Da quanto emerge, dopo due anni e mezzo, lui voleva interrompere la relazione con lei. La tragica decisione venne attuata nel tardo pomeriggio di sabato quando Impagnatiello uccise Giulia nel loro appartamento.

Tentativo di nascondere l’omicidio e l’arresto di Impagnatiello

Dopo l’omicidio, Impagnatiello cercò di nascondere il crimine inviando messaggi dal numero di cellulare di Giulia, cercando di tranquillizzare coloro che si stavano preoccupando per la sua assenza. Tra questi, la collega italo-inglese, che continuava a contattare Giulia per avere sue notizie. Le risposte giunte dal telefono della vittima erano però scritte da Impagnatiello, che aveva già ucciso Giulia.

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L’altra donna: La collaborazione con le forze dell’ordine

La collega di Impagnatiello, dopo aver scoperto le menzogne dell’uomo, aveva deciso di contattare Giulia e condividerle la sua scoperta. Durante il loro incontro, le due donne si erano confidate a vicenda e concordato sul fatto che Impagnatiello le avesse ingannate entrambe. Quando la collega aveva cercato di contattare Giulia dopo il loro incontro, notando un cambiamento nel modo di scrivere dei messaggi, Impagnatiello aveva risposto in modo evasivo.

Dopo la scoperta del corpo di Giulia da parte dei carabinieri, la collega di Impagnatiello ha collaborato con le forze dell’ordine, fornendo informazioni cruciali che hanno portato all’arresto di Impagnatiello per l’omicidio della compagna. La scoperta di questa doppia vita ha gettato una luce sinistra sull’individuo che fino ad allora sembrava solo un barman al Armani Bamboo Bar di Milano.

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