venerdì - 21 Giugno - 2024

Uccide la madre con trenta coltellate a causa della Play Station

Un tragico omicidio ha scosso il centro storico di Napoli, precisamente in via Rampe San Giovanni Maggiore, a causa di una disputa tra madre e figlio riguardante una ricarica da 100 euro per un account PlayStation. La vittima è Filomena Galeone, 61 anni, dirigente dell’Asl1 di Napoli, uccisa dal figlio 17enne.

La dinamica dell’accaduto

Dopo essersi visto negare la richiesta di ricarica dalla madre, il giovane, descritto come una persona generalmente riservata, si ritira in camera sua. Mentre la madre, Filomena, parla al telefono con un’amica, il ragazzo, in uno stato di irrazionalità, afferra un coltello da cucina e la pugnala ripetutamente, infliggendo 30 coltellate. Durante l’attacco, a causa della forza impiegata, il ragazzo si ferisce alle mani.

Testimonianze dei vicini

Il vicinato, tra cui Peppe, un pizzaiolo che viveva nelle vicinanze, racconta che, poco dopo l’omicidio, il ragazzo sembrava visibilmente scosso, gridando e chiedendo aiuto. Inizialmente ha lasciato intendere di essere stato aggredito dalla madre, ma successivamente ha esclamato con disperazione: “non volevo farlo, adesso finirò a Nisida”. Al momento, il ragazzo è detenuto presso il Centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.

Chi era Filomena Galeone

Il 17enne, di origini lituane, sconvolto da quanto avvenuto, ha espresso profondo rimorso per il suo gesto e ha affermato di amare la madre. Filomena Galeone aveva 61 anni ed era una nota psichiatra di Napoli, operante all’Asl 1. Era a capo dell’Unità operativa di assistenza agli anziani nel Distretto 33 e aveva una particolare specializzazione nelle neuropatologie legate all’invecchiamento e all’Alzheimer. Era conosciuta come “Mena” ed era descritta dai suoi colleghi come una persona “riservata”, ma sempre pronta a “aiutare gli altri”. Filomena aveva adottato il ragazzo all’età di 5 anni.

Dichiarazione del marito

Il marito di Filomena e padre del ragazzo, appartenente a una famiglia di medici e descritto come parte di una famiglia apparentemente felice e unita, ha inviato un messaggio toccante ai legali del figlio: “Dite a mio figlio che gli voglio bene e non lo lascerò solo”.

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