domenica - 21 Aprile - 2024

Attenzione alla truffa del self service: è pericolosa vi possono rubare tutto

Il settore dei servizi di rifornimento di carburante è spesso al centro di numerose notizie, alcune basate su fatti reali, altre su semplici supposizioni, riguardanti vari tipi di truffe mirate a sottrarre denaro ai consumatori.

Una nuova truffa ai danni dei clienti nei distributori self-service

Recentemente, è stata documentata una nuova truffa che colpisce i clienti dei distributori self-service in un modo e in un momento in cui nessuno si aspetterebbe di essere a rischio.

Nei tempi moderni, i rifornimenti automatici sono diventati una norma a cui tutti si sono abituati, soprattutto perché permettono di risparmiare rispetto ai rifornimenti con assistenza personale.

Tuttavia, nonostante la familiarità con il processo di rifornimento self-service, molti consumatori potrebbero non essere a conoscenza di questa nuova truffa che richiede di mantenere l’attenzione anche durante queste routine quotidiane.

Come funziona la truffa e come proteggersi

Questa nuova truffa abbastanza sofisticata colpisce i distributori self-service vedendo i truffatori inserire un pezzo di cartone nella bocchetta che eroga gli scontrini, bloccandone l’emissione. Di norma, questi scontrini riportano l’importo del carburante appena erogato. Tuttavia, può capitare che il cliente inserisca un importo superiore alla capacità del proprio serbatoio.

In tali casi, la macchina emette uno scontrino che permette al cliente di recuperare l’importo pagato in eccesso. Tuttavia, il blocco della bocchetta impedisce che lo scontrino venga emesso tempestivamente, permettendo al truffatore di recuperarlo successivamente e di usufruire di una serie di rifornimenti “gratuiti”.

Se non viene rilasciato uno scontrino, è importante controllare la bocchetta per verificare la presenza di eventuali ostruzioni e, in ogni caso, segnalare l’accaduto al gestore. Questa truffa può funzionare solo con pagamenti effettuati in contanti, poiché i pagamenti elettronici vengono addebitati solo al termine dell’erogazione, quindi per l’importo effettivo, indipendentemente dall’importo preselezionato.

Caso precedente: la truffa dei buoni carburante

Nella primavera del 2022, una notizia riguardante dei falsi buoni carburante Eni aveva fatto scalpore. I clienti ricevevano un messaggio che prometteva la possibilità di ottenere 1000 euro in buoni carburante. Nonostante un “regalo” così generoso avrebbe dovuto suscitare sospetti, molti sono caduti nella trappola.

Dopo aver risposto a un falso sondaggio online, i cybercriminali riuscivano a ottenere i dati sensibili delle vittime, che erano poi incoraggiate a condividere il messaggio con altri utenti, ampliando così la platea delle potenziali vittime.

Ulteriori truffe nel settore dei rifornimenti di carburante

È importante sottolineare che, nonostante gli operatori del settore dei rifornimenti di carburante siano spesso visti con sospetto a causa di una serie di episodi isolati di truffa, la maggior parte di loro svolge il proprio lavoro in maniera onesta. Alcune delle truffe documentate in passato coinvolgono manipolazioni delle pompe di rifornimento per far sembrare che sia stata erogata una quantità di carburante superiore a quella effettivamente erogata.

In altri casi, le truffe riguardano la qualità del carburante erogato: ad esempio, la Guardia di Finanza ha scoperto che nei serbatoi dei distributori può finire di tutto, dall’olio per motori agricoli all’olio lubrificante, o addirittura acqua. Questi prodotti possono causare danni irreparabili ai motori dei veicoli. Queste truffe sono particolarmente gravi poiché vengono perpetrate dagli stessi gestori delle stazioni di servizio, soprattutto in quelle cosiddette “pompe bianche”, che non sono soggette ai controlli delle grandi compagnie petrolifere.

In conclusione, è sempre fondamentale mantenere un atteggiamento attento e informato quando si effettuano rifornimenti di carburante. Se si sospetta di essere stati vittima di una truffa, è importante segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.

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