mercoledì - 19 Giugno - 2024

Bergamo, neonata lasciata alla culla per la vita: la mamma lascia un biglietto

neonata lasciata alla culla per la vita

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Mercoledì 3 maggio, una neonata lasciata alla culla per la vita è stata ritrovata presso la sede della Croce Rossa di Bergamo. La madre ha lasciato un biglietto in cui spiegava di non potersi occupare della bambina.

Il Corriere della Sera riporta che due operatori della Croce Rossa di Bergamo hanno trovato la neonata nella culla per la vita situata all’esterno della sede dell’associazione nel quartiere di Longuelo. La bambina, probabilmente di origini sudamericane, era vestita con pigiama e maglioncino.

Come sta la neonata lasciata alla culla per la vita

Gli operatori hanno monitorato i parametri vitali della neonata lasciata alla culla per la vita e l’hanno poi portata all’ospedale Papa Giovanni XXIII, nel reparto di Patologia neonatale. La bimba, nata la stessa mattina, pesa 2,9 kg e sta bene, ma verrà sottoposta ad ulteriori controlli e segnalata al Tribunale dei minori.

Questa è la prima volta che la culla per la vita di Bergamo viene utilizzata da quando è stata trasferita a Longuelo, dopo essere stata inizialmente collocata vicino al monastero Matris Domini. L’episodio segue quello di aprile, quando un neonato è stato abbandonato nella culla per la vita della Clinica Mangiagalli di Milano.

Il messaggio della mamma

Nel biglietto lasciato nella culla per la vita, la madre esprime il suo dolore per non poter prendersi cura della piccola. Il messaggio, riportato dal Corriere della Sera, dice: “Nata stamattina, a casa, solo io e lei come in questi 9 mesi. Non posso, ma le auguro tutto il bene e la felicità del mondo.

La culla per la vita è una struttura sicura e riservata, progettata per consentire alle madri in difficoltà di lasciare i loro neonati in un ambiente protetto. La culla è riscaldata, dotata di chiusura di sicurezza e sensori per allertare tempestivamente il 118, garantendo l’anonimato di chi lascia il bambino.

Dopo il ritrovamento, i genitori hanno dieci giorni per ripensarci e rivendicare il bambino; altrimenti, verranno avviate le procedure di adozione.

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