sabato - 20 Luglio - 2024

Quasi mezzo milione di veicoli non potranno più circolare: “Inquinano troppo”

Il Piemonte si sta posizionando come pioniere tra le regioni italiane, prendendo l’iniziativa di mettere in pratica un piano che era stato in sospeso per anni. La richiesta per attuare questo piano viene ora direttamente da Bruxelles. A partire dal 16 settembre, la circolazione dei veicoli diesel Euro 5 sarà proibita fino al 15 aprile 2024.

Questa restrizione avrà un impatto considerevole, coinvolgendo quasi 415.000 veicoli e 76 comuni, tra cui alcune delle aree più popolose e inquinate, come Torino, Cuneo e Novara.

Anticipazione della data di implementazione

Originalmente, l’implementazione di tale restrizione era prevista per il 2025. Tuttavia, a causa delle crescenti pressioni dall’Europa e delle procedute di infrazione avviate contro l’Italia, la giunta regionale del Piemonte ha sentito l’urgenza di anticipare i tempi. Questa decisione ha generato apprensione tra vari settori della società, in particolare tra artigiani, commercianti, sindacati e piccole imprese.

Il divieto sarà in vigore dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 19:00, e influenzerà direttamente 130.000 veicoli commerciali e 285.000 autovetture Euro 5. Allo stesso tempo, veicoli con specifiche inferiori (diesel e benzina fino a Euro 2, e Gpl e metano fino a Euro 1) avranno un divieto completo.

Questo nuovo schema di blocco è significativo perché diventerà una prassi regolare, non legata solo ai giorni con alti livelli di inquinamento. Nonostante la decisione del Piemonte sia pioneristica, altre regioni, come la Lombardia, stanno implementando misure simili. Ad esempio, a Milano ci sono stati divieti simili a partire dal 1° ottobre 2022.

Critiche dalla politica

Il leader della Lega, Matteo Salvini, non ha esitato a esprimere la sua preoccupazione riguardo alla decisione del Piemonte. Egli la vede come un ulteriore esempio delle imposizioni di Bruxelles, che potrebbero danneggiare sia le famiglie che le imprese italiane. Secondo lui, queste decisioni potrebbero non avere benefici significativi per l’ambiente e potrebbero mettere a rischio numerose famiglie e lavoratori.

In risposta alle affermazioni di Salvini, il presidente della regione, Alberto Cirio, e l’assessore all’Ambiente, Matteo Marnati, hanno emesso una dichiarazione congiunta. Hanno riconosciuto la gravità delle misure richieste dall’UE, ma hanno anche sottolineato i loro sforzi per sostenere i cittadini in questo difficile periodo di transizione.

Futuro dialogo con l’Unione Europea

Anche se ci sono state numerose critiche, le discussioni future con l’Unione Europea saranno cruciali. Stando a voci di corridoio, si dice che il governo italiano potrebbe richiedere una proroga all’entrata in vigore del divieto, sperando anche in possibili incentivi economici per sostenere la transizione. Questo dibattito è essenziale, soprattutto considerando la problematica situazione dell’inquinamento in Piemonte e la necessità di interventi tempestivi per affrontarla.

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