giovedì - 29 Febbraio - 2024

Allarme sanità, saltano visite ed esami in tutta Italia: cosa succede

Il 5 dicembre ha segnato una giornata di forte agitazione negli ospedali italiani, causata da uno sciopero nazionale proclamato da medici e infermieri. La decisione di astenersi dal lavoro è stata una risposta diretta ai tagli al budget sanitario imposti dal governo Meloni.

Medici e infermieri, indossando i loro camici bianchi simbolici, hanno aderito allo sciopero non solo per manifestare solidarietà di fronte ai riduzioni di budget, ma anche per esprimere il loro disaccordo con il piano del governo, che prevede una riduzione delle pensioni per i lavoratori del settore sanitario.

Conseguenze Immediate sui Servizi Ospedalieri

Le strutture sanitarie, in risposta allo sciopero, hanno cercato di mantenere operativi i servizi di emergenza come pronto soccorso, pur affrontando l’interruzione di molte attività programmate e prenotate. Nonostante lo sforzo, è evidente che l’adesione allo sciopero ha portato a ritardi e cancellazioni di numerosi servizi.

La fine dello sciopero del 5 dicembre non segna un ritorno alla normalità, poiché sono già stati annunciati ulteriori movimenti di protesta. Piero Di Silverio di Anaao-Assomed ha esposto pubblicamente la sua frustrazione, lamentando la mancanza di progressi tangibili riguardo le promesse di emendamenti sulle pensioni.

Epicentro delle Proteste a Roma: Il Sit-in dei Professionisti Sanitari

Un evento di protesta di grande rilievo è programmato a Roma, dove si terrà un sit-in a piazza Santi Apostoli. L’evento, organizzato da Anaao, Cimo-Fesmed e Nursing up, vedrà la partecipazione di un vasto spettro di professionisti sanitari, tra cui medici, infermieri e ostetriche. I leader dei sindacati hanno emesso un comunicato congiunto, ribadendo l’importanza di difendere la sanità pubblica e criticando le politiche economiche che ignorano le esigenze dei lavoratori del settore e minacciano i loro diritti acquisiti.

Revisioni Controversie nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Il PNRR prevede drastiche riduzioni dei posti letto in terapia intensiva, passando da 7.700 a 5.992 entro giugno 2026. In aggiunta, si prevedono tagli significativi all’edilizia sanitaria e un incremento nell’adozione della telemedicina.

La realizzazione di oltre 3mila nuove apparecchiature diagnostiche è stata posticipata, generando ulteriori preoccupazioni nel settore. Queste modifiche hanno attirato critiche sia dal personale medico che da esponenti politici, che evidenziano la mancanza di alternative di finanziamento adeguate per le strutture sanitarie ridimensionate.

Sostegno Politico allo Sciopero e la Crisi del Personale Medico

Il sostegno allo sciopero arriva anche da figure politiche come il Partito Democratico e la CGIL, che hanno espresso critiche verso le modifiche apportate al PNRR e le politiche pensionistiche. Marina Sereni del Partito Democratico ha messo in luce le preoccupazioni relative alle modifiche, sottolineando la riduzione di risorse senza fornire finanziamenti alternativi.

La crisi della sanità italiana si aggrava ulteriormente con la crescente carenza di personale medico e infermieristico e l’aumento della fuga dagli studi di Medicina. Per far fronte a questa situazione, il sistema sanitario si sta orientando verso l’impiego di medici privati e prevede di reclutare circa 65mila infermieri dall’India.

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