mercoledì - 19 Giugno - 2024

Se hai perso il reddito di cittadinanza, queste sono le 4 mosse da intraprendere per avere l’assegno da 350 €

Azioni chiave da intraprendere:

  1. Patto di attivazione digitale (Pad): Prima di tutto, coloro che hanno perso il Reddito di cittadinanza devono sottoscrivere il Patto di attivazione digitale. Questo è un impegno formale per aderire ai programmi di formazione e reintegrazione lavorativa.
  2. Contattare le Agenzie per il lavoro: Non solo si richiede una ricerca proattiva di un lavoro, ma è essenziale contattare almeno tre Agenzie specializzate nell’assistenza all’occupazione, garantendo così un ampio spettro di opportunità.
  3. Patto di servizio personalizzato: Questo patto rappresenta un impegno individuale e personalizzato, stabilendo un percorso su misura per ciascun beneficiario in funzione delle sue competenze ed esigenze.
  4. Iniziativa di attivazione al lavoro: Per completare il ciclo, ogni individuo deve intraprendere e partecipare attivamente a un’iniziativa di attivazione al lavoro, che potrebbe includere corsi di formazione, stage o altre opportunità simili.

Chi segue questi passi potrà ambire a ricevere il mini assegno del valore di 350 euro mensili, il cosiddetto Sfl (Supporto per la formazione e il lavoro), che è direttamente legato alla frequenza e alla partecipazione a corsi di formazione o ad altre iniziative per la promozione dell’occupazione.

L’Inps ha delineato chiaramente questi passaggi dopo aver annunciato che 33.765 beneficiari del Reddito di cittadinanza hanno ricevuto il sussidio per l’ultima volta il 25 agosto. Questo numero si somma ai 159mila del mese precedente, raggiungendo un totale di 229.080 individui che non riceveranno più il sussidio entro dicembre. Significativamente, la fascia di età predominante tra questi beneficiari è compresa tra i 41 e i 42 anni.

Situazione nelle città principali:

Napoli guida l’elenco delle province con il maggior numero di beneficiari che hanno perso l’accesso, contando 5.750 persone, seguita da Palermo con 2.914, Roma con 2.229, Catania con 2.222 e Caserta con 1.805. Queste cifre rappresentano in gran parte famiglie senza minori, disabili o anziani, e sono composte prevalentemente da adulti tra i 18 e i 59 anni.

A partire dal primo settembre, queste persone potranno iniziare a presentare domande per l’Sfl, utilizzando una nuova piattaforma creata dall’Inps, denominata Sistema informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (Siisl). Questa piattaforma non solo assiste coloro che hanno perso il Reddito, ma è anche aperta a coloro che entrano nel mondo del lavoro per la prima volta o che cercano di reintegrarsi.

Il coinvolgimento del settore privato:

Le agenzie di formazione private e le società di collocamento avranno un ruolo centrale. Secondo Roberto Santori, fondatore e CEO di Challenge Network, il settore privato ha già allestito soluzioni di formazione efficaci, ma ci sono notevoli differenze regionali in termini di offerta. Santori suggerisce inoltre un rafforzamento della collaborazione tra centri pubblici e privati, proponendo un modello in cui ogni lavoratore è seguito da un tutor e sono previsti incentivi per la riuscita inserzione lavorativa.

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